email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

BERLINALE 2020 Encounters

Sandra Wollner • Regista di The Trouble with Being Born

"Mi interessava fare un anti-Pinocchio"

di 

- BERLINALE 2020: Abbiamo parlato con la regista austriaca Sandra Wollner di The Trouble with Being Born, in cui mette finalmente fine al mito di Pinocchio

Sandra Wollner  • Regista di The Trouble with Being Born

In The Trouble with Being Born [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Sandra Wollner
scheda film
]
, presentato nella sezione Encounters della 70ma Berlinale, Sandra Wollner segue un androide che ha le sembianze di una bambina di dieci anni e viene chiamata Elli da un uomo che la ospita in una casa vicino alla foresta. Elli è progettata per essere quello che il suo proprietario vuole che sia, fino a quando non ha improvvisamente bisogno di diventare qualcun altro.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Cineuropa: Gli androidi sono un soggetto popolare al giorno d'oggi, ma se si tratta di un bambino, è in qualche modo diverso. Soprattutto perché alcune scene del suo film possono sembrare inquietanti.
Sandra Wollner:
È vero. Per me, è fondamentalmente un film su un androide simile a un bambino che può essere programmato per fare tutto ciò che vuoi, tutte le cose più oscure che puoi immaginare. Ma non gliene importa niente; desidera ciò per cui è stato programmato. Ho trovato questo aspetto piuttosto interessante. Mi è sembrato che mi permettesse di approfondire l'esplorazione della mentalità umana, ma è stato difficile anche per me, specialmente durante la fase di montaggio. Capisco se qualcuno trova queste scene scioccanti. Ma nel mondo che sta diventando sempre più "virtualizzato", siamo già in grado di proiettare i nostri pensieri e desideri interiori su altre persone.

Anche se questo particolare androide desidera, come ha detto, ciò per cui è programmato, alcuni ancora non sembrano del tutto contenti delle sue "prestazioni". Perché?
Le persone non sono contente di Elli – dopo tutto questo tempo, continuo a riferirmi a lei come a una ragazza – perché ogni dialogo che puoi avere con lei, o con questo oggetto, è fondamentalmente un monologo. D'altra parte, è più l'idea di un robot che una vera creazione tecnica. Non mostriamo gli ultimi progressi nell'intelligenza artificiale; non si tratta di fantascienza o cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro. Volevo solo riflettere un certo aspetto della nostra realtà attuale. Inoltre, quando le persone parlano di proiettare il proprio io interiore su un androide e di averlo là fuori nel mondo per sempre... A dire la verità, trovo l'intero concetto di eternità piuttosto inquietante. Francamente mi spaventa: l'idea di rivivere e rivivere, cosa significherebbe? Non sono sicuro di esserne una fan.

Il suo film non è esattamente dolce – non è A.I. Intelligenza Artificiale di Spielberg. Ma anche se a Elli non interessa ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, alla fine è difficile non provare simpatia per lei.
In realtà ho pensato molto a quel film, soprattutto considerando che fu Kubrick che iniziò a svilupparlo. È fondamentalmente la storia di Pinocchio, e quello che mi interessava era un anti-Pinocchio. Non volevo che avesse questo desiderio di diventare un essere umano, che di solito è il loro obiettivo più grande. Elli vuole solo ciò che è stato programmato dentro di lei. Se fosse programmata per sognare di diventare un umano, è quello che vorrebbe. Ma sarebbe solo crudele, e ovviamente non è quello che succede qui. L'ho trovato sorprendente: c'è questo androide e non le importa se un uomo di cinquant’anni la porta a letto o se rimane con una signora anziana, fungendo da proiezione del suo defunto fratello. Volevo mostrare il nostro mondo dalla prospettiva di qualcuno che non è umano, dal punto di vista di un oggetto che non giudica e non cerca di trovare il senso della vita. È e basta.

È un'esistenza molto solitaria quella che conduce. Ha sempre voluto mostrarla accompagnata da una sola persona?
Elli viene programmata per fare tutto ciò che fa nella prima metà del film, e poi deve essere resettata. Non le importa più di quel passato, e questa relazione praticamente finisce – era l'unico modo per mostrarla come una semplice macchina. Il pubblico potrebbe essere interessato a scoprire come potrebbe andare avanti, ma non l'androide. Certo, ci sono sovrapposizioni. Rimangono ancora alcuni frammenti, quindi non è come se fosse stato completamente cancellato. Ma a lei non importa come si sente quest'uomo una volta che c'è un altro programma in funzione. Il mio ultimo film [The Impossible Picture [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
] era un po' diverso: avevo cercato di esplorare come si sviluppa un ego. Ora, si tratta più di distruggerlo.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Leggi anche