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BERLINALE 2020 Berlinale Special

Anne Fontaine • Regista di Police

"Il personaggio femminile è quello che rompe la routine, la sua fragilità la porta a riflettere sull'umanità del loro compito"

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- BERLINALE 2020: Abbiamo incontrato la regista franco-lussemburghese Anne Fontaine in occasione della presentazione del suo nuovo film, Police, nella sezione Berlinale Special

Anne Fontaine  • Regista di Police

Abbiamo parlato con la regista franco-lussemburghese Anne Fontaine, il cui nuovo film Police [+leggi anche:
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intervista: Anne Fontaine
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 è stato presentato nella sezione Special Gala della Berlinale di quest'anno. Interpretato da Virginie Efira e Omar Sy, il film è un adattamento del romanzo di successo dell'autore francese Hugo Boris, pubblicato nel 2016. La trama raffigura tre agenti di polizia, una donna e due uomini, che svolgono la loro routine quotidiana al lavoro. A un certo punto, si trovano di fronte a una situazione nuova che li costringe a rimettere in discussione i propri sentimenti e convinzioni, piuttosto che semplicemente seguire una rigida serie di regole.

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Cineuropa: Cosa le è piaciuto di più della storia che poi ha deciso di portare sullo schermo?
Anne Fontaine:
Mi è piaciuta la dinamica fra i tre personaggi. Mi è piaciuto il fatto che abbiano un lavoro che non li obbliga a pensare, dal momento che devono seguire una serie di regole chiaramente formulate. Il personaggio femminile è quello che chiede il cambiamento e interrompe la routine. La sua fragilità e vulnerabilità la portano a porre domande e a riflettere sull'umanità del loro compito. Decide di leggere il dossier sul detenuto che devono scortare all'aeroporto per essere espulso. Quando vede che potrebbe essere ucciso al suo arrivo nel suo paese d'origine, non può accettare di contribuire a ciò. Mi è piaciuta anche la tenera storia d'amore che è descritta qui.

Ha avuto accesso a un vero commissariato di polizia per prepararsi al film?
Sì, ho avuto la possibilità di dare un'occhiata al funzionamento di un commissariato di polizia grazie a un ufficiale di polizia che è stato di grande aiuto. È un tutor per le nuove reclute e mi ha mostrato il luogo. Ho visto una vera mensa della polizia e sono stata in grado di osservare un po’ della routine quotidiana degli agenti di polizia. È stato molto importante per me, poiché la storia del film inizia da lì.

Cosa vuole che lo spettatore senta quando guarda il personaggio di Virginie?
Spero sia possibile vedere come è scioccata dall'assurdità del compito che viene chiesto loro di svolgere. Il confronto che ne deriva mette alla prova le sue convinzioni e la sua coscienza. Volevo che la sua sensibilità e il suo coraggio fossero visibili.

Come ha scelto la musica per il film?
Volevo iniziare con la musica pop e passare poi alla musica classica. La canzone "Elle a Les Yeux Revolver" [di Marc Lavoine e Fabrice Aboulker] è degli anni '80. Con essa, provo ad esprimere la sensazione che fino a quel punto nel film, le cose non sono ancora andate così male. Dopo, ho scelto Bach per sottolineare la situazione più grave che vediamo, quindi ho voluto un tipo di musica metaforica e spirituale.

La lingua è una componente molto importante del film. Allo stesso modo dei tre agenti di polizia, anche lo spettatore non capisce cosa sta dicendo lo straniero. Questa situazione potrebbe anche essere interpretata come più universale. Molto spesso ci parliamo, ma senza capirci. L'ha sperimentato a livello personale?
Sono stata più un’osservatrice di questo tipo di situazione. Spesso, non è nemmeno necessario per noi non parlare la stessa lingua per non capirci. Prendi ad esempio le coppie sposate: una volta parlavano la stessa lingua, si capivano, ma a volte raggiungono un punto in cui non sono più in grado di comunicare.

Voleva fin dall'inizio questo cast specifico per il film?
Sì, li ho scelti specificamente, ed erano tutti molto disposti a partecipare dopo aver letto la sceneggiatura.

Che tipo di reazioni al film si aspetta in Francia?
Beh, ne abbiamo già avuto alcune, e sono felice che siano state positive. Spero che continueremo così.

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(Tradotto dall'inglese)

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