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VILNIUS 2020

Catarina Vasconcelos • Regista di The Metamorphosis of Birds

"Quello che non so, posso inventarlo"

di 

- Cineuropa ha parlato con Catarina Vasconcelos di The Metamorphosis of Birds, il vincitore del Vilnius Film Festival, subito dopo la cerimonia di premiazione online

Catarina Vasconcelos  • Regista di The Metamorphosis of Birds

"Sono contenta che siano riusciti a organizzare un festival, in tempi così complicati e singolari", ha detto la regista di Lisbona Catarina Vasconcelos a Cineuropa dopo che il suo documentario ibrido The Metamorphosis of Birds [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Catarina Vasconcelos
scheda film
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è stato proclamato Miglior Film al Vilnius Film Festival (leggi la news) per la sua rappresentazione della perdita e dei rapporti familiari unita a una narrazione dolce e poetica. "Dobbiamo andare avanti!".

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Cineuropa: Guardando il suo film, è come se si potessero chiudere gli occhi e ascoltarlo semplicemente. Qual è stato il suo pensiero dietro la combinazione di queste storie con equivalenti visivi tutt’altro che scontati?
Catarina Vasconcelos:
Mi ci sono voluti sei anni per girare questo film. Ho iniziato con qualcosa di personale, con la mia famiglia, e poi mi sono fatta delle domande: non volevo che fosse solo una storia di famiglia a cui nessun altro poteva connettersi. Allo stesso tempo, non ho un background cinematografico, quindi non avevo nulla da perdere. Potevo provare delle cose. Vengo dalle belle arti e all'improvviso ho iniziato ad avere tutte queste visioni, che mi hanno riportata ai dipinti, per esempio. Sai quando stai completando un puzzle e tutti gli elementi cominciano a incastrarsi? È ciò che è successo qui, in un modo molto strano.

Parla di persone che all'inizio non comprendono il concetto di migrazione degli uccelli, ma "ciò che gli esseri umani non possono spiegare, lo inventano". È qualcosa che voleva fare anche con la sua famiglia?
Decisamente. La mia famiglia è stata estremamente generosa all’inizio. Ho intervistato i miei zii e zie, ma c'erano alcune cose che non volevano dirmi. All'inizio era dura. "Perché mantengono questi segreti?". E poi ho capito che funziona così nelle famiglie. Ci sono alcune cose che non dici. Ma quello che non so, posso inventarlo. È ciò che facciamo! Anche quando cerchi di trovare una cura per il coronavirus. Penso che ci sia un senso nel film: a volte devi inventare le cose affinché esistano.

Mostra un certo equilibrio nel modo in cui la natura riflette la vita delle persone. Ma al giorno d'oggi, questo equilibrio sicuramente non c’è.
Pensare alla morte mi ha fatto pensare al nostro rapporto con la natura. Perché in natura è qualcosa che succede e basta: la morte ci connette tutti. Esseri umani, animali, piante. Così è l'esperienza della perdita, giacché anche gli elefanti seppelliscono i loro! La natura mi ha dato speranza, soprattutto per i suoi cicli. Hai autunno, inverno, ma poi arriva la primavera e ti sembra di rinascere. Un giorno, fissavo semplicemente le foglie, pensando a quanto fossero simili alla nostra pelle, a ciò che siamo. Potevo relazionarmici così facilmente e fare tutti questi parallelismi – anche tra il funerale dell'uccello [mostrato nel film] e quello che normalmente facciamo quando qualcuno muore. Non so se si ricorda la prima volta che si è resa conto che moriremo. Può essere piuttosto scioccante. Pensare all'uccello fa pensare a questi bambini al loro padre, ma in quel momento sono circondati dalla natura. Questo mi consola un po’, penso.

Nonostante tutta la serietà, ci sono momenti in cui mostra il suo senso dell'umorismo. Come quando un elenco di cose che le donne “dovevano” fare, come lavorare a maglia, cucinare o "prendersi cura delle case che appartenevano agli uomini", è interrotto dal rumore dell'asciugacapelli.
Mentre facevo le ricerche su mia nonna, sono finita a fare ricerche sulle donne negli anni '50 e '60 in Portogallo, durante la dittatura. Oggi le cose sono ancora abbastanza ingiuste, ma allora era semplicemente incredibile. C'era l'idea che gli uomini governassero tutto: la loro parola era la parola di Dio. Ma nella mia famiglia, mia nonna era quella che teneva tutto insieme – mio nonno era sempre in mare! Nella scena che cita, il narratore dice anche: "Le donne rimangono incinte e abortiscono". Era qualcosa che succedeva di frequente, ma nessuno ne parlava. Le donne dovevano solo affrontarlo. Volevo parlarne ancora di più.

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(Tradotto dall'inglese)

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