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Francia / Polinesia francese

Paul Manate • Regista di L'Oiseau de paradis

"A Tahiti si rispettano le credenze ancestrali: i fantasmi, i poteri del Tahu'a, i tabù"

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- Il francese Paul Manate parla del suo primo lungometraggio, L'Oiseau de paradis, girato a Tahiti e che combina magia e realismo, sullo sfondo della corruzione politico-economica

Paul Manate  • Regista di L'Oiseau de paradis

Lanciato direttamente in VOD da UFO Distribution e Premium Films il 24 maggio a causa della crisi sanitaria che ne ha impedito l'uscita nei cinema, L’Oiseau de paradis [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Paul Manate
scheda film
]
è il primo lungometraggio di Paul Manate.

Cineuropa: Qual è stato il punto di partenza della storia di L’Oiseau de paradis ?
Paul Manate:
Una delle mie vere cugine si chiamava Yasmina come il personaggio interpretato da Blanche-Neige Huri. Era un po' come la Yasmina del film: rotonda, molto massiccia. Era venuta dall'isola di Rurutu ad abitare con noi quando avevo otto anni. Ha trascorso anni dolorosi con noi perché non riusciva ad andar bene a scuola mentre invece le piaceva lavare i piatti, pulire, ecc. Noi due avevamo una strana relazione perché eravamo molto diversi dato che io sono meticcio, essendo mia madre tahitiana e mio padre francese. È dai miei ricordi di lei che ho creato il personaggio e questo incontro con suo cugino che è un po' un mio doppio, anche se io sono molto meno cattivo di lui. È il contrasto tra un personaggio corrotto e un personaggio più naturale, puro, e tutti i luoghi nel film sono quelli della mia infanzia. Poi, quando ho iniziato a scrivere, ho inserito elementi sulla Tahiti contemporanea: il personaggio di Gilot è ispirato a Gaston Flosse, la storia dell'hotel e le terre rubate è reale, ecc. Ho mescolato fatti contemporanei con ricordi d'infanzia. E per farmi addormentare, la vera Yasmina mi raccontava alcune leggende tahitiane tra cui quella che apre il film.

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Che cosa ci dice di questi strani poteri di Tahu’a che Yasmina ha ereditato?
A Tahiti le persone sono molto religiose. C'è una grande maggioranza di protestanti, ma anche cattolici, mormoni, testimoni di Geova, avventisti... Ma si rispettano anche le credenze ancestrali: i fantasmi, i poteri del Tahu'a, i tabù. Un Tahu’a è una specie di stregone con una grande conoscenza nel suo campo: c'è il Tahu’a guaritore con le piante, il Tahu’a della navigazione con le stelle, ecc. Prima, in ogni distretto polinesiano, ogni capo clan era accompagnato dal suo Tahu’a che emanava leggi e divieti imposti alla comunità. Per esempio, nel film Tabou di F.W. Murnau, il Tahu’a ha un ruolo molto importante.

Il personaggio di Teivi è un assistente parlamentare. Fino a che punto voleva sviluppare il lato politico del film?
Volevo che rimanesse un contesto semplice. In realtà, quando la sceneggiatura veniva letta in fase di finanziamento, era un po' sconcertante perché toccava diversi argomenti. Ciò che mi interessava di più erano il paradiso perduto e il percorso di Teivi, il suo rapporto con il territorio, con quest'isola che attraversa in cerca di sua cugina, ma anche il suo percorso di redenzione. L'intreccio politico che occupa molto spazio all'inizio del film scompare gradualmente, per poi riemergere alla fine. Ma questa realtà politica e sociale con un gran numero di casi di corruzione fa parte del paesaggio tahitiano e non volevo edulcorarla, anche se non era il tema principale.

Come ha gestito il cast composto in larga parte da non professionisti e qualche professionista tra cui il tedesco Sebastian Urzendowsky?
Avevo realizzato un cortometraggio nel 2008 con Sebastian nel quale già interpretava il ruolo di un meticcio tahitiano. Ho sempre pensato a lui mentre scrivevo L’Oiseau de paradis perché non solo ha un aspetto meticcio, ma anche un po’ di accento tahitiano; e le persone hanno molti accenti strani. Sul posto, ho incontrato altri potenziali Teivi, ma non riuscivo a staccarmi da Sebastian. Lui e Patrick Descamps, che erano gli unici due attori professionisti, hanno dovuto adattarsi, e non era facile, alla spontaneità, alla freschezza e talvolta alla fragilità dei non professionisti con i quali avevo fatto molti laboratori prima delle riprese.

Come si è svolto il finanziamento?
Abbiamo ottenuto l'anticipo sugli incassi del CNC nell'estate del 2016, ma ci è voluto un anno per completare il finanziamento. I canali TV non sono stati coinvolti perché non c'erano star. Inoltre, il vantaggio e lo svantaggio del film è il suo territorio perché Tahiti attraeva istintivamente ma non offriva alcun elemento di confronto cinematografico, e i distributori devono sempre identificare le cose. Ma la regione Bretagna, il territorio di Tahiti, una coproduzione di Anaphi, il sostegno di una piccola Sofica e di France Ô, ci hanno permesso di portare a termine l'avventura.

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(Tradotto dal francese)

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