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GÖTEBORG 2021

Zaida Bergroth • Regista di Tove

"L'intimità era ciò che cercavamo"

di 

- Abbiamo parlato con la regista finlandese del suo film scelto come candidato finlandese agli Oscar

Zaida Bergroth • Regista di Tove
(© Ville Juurikkala)

Scelto come film di apertura e concorrente nella Nordic Competition del Göteborg Film Festival, Tove [+leggi anche:
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intervista: Zaida Bergroth
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di Zaida Bergroth mostra Tove Jansson prima dei Moomin: giovane, libera e innamorata, mentre il mondo intorno a lei si sta svegliando lentamente dopo la guerra.

Cineuropa: Questa non è solo un film biografico di una persona famosa. In Finlandia, Tove Jansson è “la” persona famosa. É stato un fattore che ti ha preoccupato?
Zaida Bergroth: É stato spaventoso, sicuramente, ero in bisogno di trovare un punto di vista personale. Lei era distante all’inizio. Forse la ammiravo troppo? É più facile relazionarsi con personaggi difficili che sono appassionati e infantili nelle loro difficoltà, o per certi aspetti anche orribili. Ma Tove sembrava essere così fantastica! Ero preoccupata che rimanesse sempre sopra al piedistallo e che non l’avrei mai osservata faccia a faccia. Ma quando ci siamo concentrati sul periodo storico scelto, insieme a [scenografa] Eeva Putro siamo riusciti a trovare delle tematiche che ci hanno intrigato e che abbiamo sentito appartenerci.

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Qualche volta, avere troppe informazioni sembra essere un problema! Ce l’ hai mostrata mentre sta ancora cercando di capire cosa fare, anche a livello emotivo.
Il problema che ho con le biografie di artisti è che c’è questa ammirazione per la “creazioni d’arte”. È qualcosa al di fuori della nostra portata. Ma mia madre è una pittrice, e amore e lavoro vanno insieme nella nostra vita quotidiana. Volevo mostrare come i Moomin sono un risultato secondario di questa fantastica esistenza bohemien. Non è stato qualcosa di programmato, è stata un’indulgenza – qualcosa che lei ha fatto per se stessa, ispirata da ciò che era importante per lei. Voleva davvero diventare una pittrice, quella era la cosa in comune con il padre, ma alla fine invece, ha ottenuto riconoscimento per queste creature divertenti. Non per ciò in cui si è spinta ad esercitarsi. Quel periodo della sua vita è stato interessante perché nonostante la ritengo incredibile, i suoi dipinti di allora non erano il massimo.

Pensare che qualcosa che non proprio rispetti diventi ciò che ti definisca…  Potrebbe essere quasi una tragedia per qualcuno.
Questo è il motivo per cui ha iniziato a odiare i Moomin a un certo punto. Sono venuti fuori dal “linguaggio del cuore”, erano così personali, deve essere stato frustrante. Pensava: “Chi sono io? Vengo solamente vista come la mamma dei Moomin o sono ancora considerata una pittrice?” Ha fatto comunque qualsiasi cosa volesse, ed era in grado di distaccarsi da loro quando doveva farlo.

È stato anche interessante parlare di Thingumy e Bob [personaggi basati su Jansson e la sua amante Vivica Bandler] e quanto coraggioso fosse per quel tempo. Se pensiamo alle scelte che ha fatto, c’è sicuramente dell’integrità in esse, ed è fantastico che lo abbia reso pubblico. Abbiamo speculato sul fatto che questo film si potrebbe intitolare Tove e Vivica, giusto per mostrare che non sarebbe stato uno di quei film biografici che inizia con una nascita e finisce con una tomba. 

Anche se è una connessione importante, non mi è mai passato per la mente che questo fosse un film riguardante una relazione lesbica. Lei incontra una persona è succede qualcosa, tutto qua.
Tove stessa è stata così non problematica al riguardo. Si era innamorata violentemente e appassionatamente, ed era contenta di ciò. La relazione è stata corta e complessa, ma non per via di qualche giudizio esterno, i problemi erano altrove. È stato rinfrescante raccontare una storia d’amore tra due persone dello stesso sesso dove il genere non ha causato alcun problema per le protagoniste.

Tove nasconde sempre i suoi disegni dei Moomin quando qualcuno entra nello studio. Lo fai vedere anche nel film, come hai deciso quando nasconderli e quando mostrarli di nuovo?
Sono così carini che se gli avessimo avuti nel film più spesso, non ci avrebbe permesso di ottenere questa rappresentazione così cruda e intima. Il film riguarda Tove, una pittrice giovane e ambiziosa, piuttosto che i Moomin e la loro creazione. Ma appaiono in qualche momento personale.

Il suo studio è il cuore reale del film, lo spazio dove ci ha lavorato e vissuto. La guerra si era appena conclusa e c’era quel bisogno di far festa, di celebrare la vita con gli altri, la famiglia e gli amici – questo è anche ciò che i Moomin rappresentano. Alma Pöysti è stata così brava ad esprimere tutte queste piccole sfumature, che ne ho dovuto approfittare. Una ragazza mi ha detto che durante il film, si è resa conto di non essere stata così vicina a qualcuno per tanto tempo – l'intimità era ciò che cercavamo. Bisbigliavo al mio direttore della fotografia: “Più vicino. Vieni più vicino!”

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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