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VISIONS DU RÉEL 2021 Concorso

Liesbeth De Ceulaer • Regista di Holgut

"Girando di notte o al crepuscolo, volevo allontanarmi dalla realtà per evocare un mondo più onirico e mitico"

di 

- La regista belga ci ha parlato dell'esperienza di girare il suo documentario in Siberia

Liesbeth  De Ceulaer  • Regista di Holgut

La regista belga Liesbeth De Ceulaer ha presentato il suo documentario Holgut [+leggi anche:
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all'edizione di quest'anno di Visions du Réel. Davanti alla sua telecamera si dispiega il paesaggio arcaico e misterioso della Siberia, dove si possono osservare a occhio nudo i segni del cambiamento climatico. La regista ci ha raccontato la sua esperienza e la sfida di girare in una regione così remota.

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Cineuropa: Da dove viene l’ispirazione per il film?
Liesbeth De Ceulaer:
Cominciai le ricerche per il film nel 2013. Sono rimasta affascinata dalle diverse storie di estinzione di animali a cui hanno contribuito gli esseri umani. Più ne leggevo, più mi rendevo conto che avevo bisogno di mostrare questo mondo selvaggio e cercare una storia specifica che ne parlasse. Sebbene le estinzioni siano avvenute in passato, non volevo fare un film storico. Volevo un film che mostrasse che sta succedendo ancora oggi, davanti ai nostri occhi. Durante le mie ricerche ho appreso la storia dei mammut e come, a causa del cambiamento climatico, i loro resti stiano tornando in superficie. A un certo punto ho conosciuto questa famiglia di pescatori che vive in un villaggio sperduto e non è legata direttamente ai mammut. Nel corso degli anni, tutti gli elementi del film si sono riuniti.

Conosce il film Genesis 2.0 [+leggi anche:
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di Christian Frei e Maxim Arbugaev? Che ne pensa? Come ha influenzato il suo progetto?
Quando andai in Jacuzia mi fu detto di questo altro documentario. All'inizio ero preoccupata, poiché volevo fare un film su qualcosa che non era stato ancora raccontato. Il finanziamento è stato molto difficile anche perché le varie fonti mi dicevano che esisteva già un documentario sull'argomento. Ho deciso di dare al film un lato più poetico e abbandonare l'idea di dare troppe informazioni. Il fatto che Genesis 2.0 abbia mostrato l'idea della de-estinzione del mammut mediante la clonazione mi ha liberato dal doverlo spiegare nel mio film. Alla fine, Genesis 2.0 mi ha aiutato a trovare la mia strada.

Come erano le condizioni di ripresa sul posto?
Ci sono grandi differenze nelle stagioni, in inverno si può arrivare a -45 gradi. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo girato in estate. Inoltre, non volevo mostrare un magico paese delle meraviglie invernale ma una terra che sta cambiando. Volevo mostrare il disgelo, l'acqua e il fango. Siamo stati molto fortunati con le condizioni meteorologiche. Alcune sfide erano rappresentate dal caldo e dal fango che attiravano le zanzare. Per lo più ci siamo accampati, abbiamo trascorso molto tempo sulle barche e ci siamo dovuti arrampicare spesso con materiale pesante. Siamo stati costretti a pensare ed essere molto veloci, poiché non c'era possibilità di tornare indietro.

Nella prima parte ha girato molto di notte e nella seconda più di giorno. Aveva intenzione di strutturare il suo film in questo modo, ha un significato metaforico o è dovuto alle circostanze che ha trovato?
Ho deciso prima delle riprese. Girando di notte o al crepuscolo, volevo allontanarmi dalla realtà per evocare un mondo più onirico e mitico. Le scene del crepuscolo hanno contribuito a creare questa atmosfera. Non le cercavo sempre, è stata anche una coincidenza visto che d'estate c'è molto crepuscolo.

È entrata in un mondo dominato dalla presenza degli uomini. È stata accolta con scetticismo per il fatto di essere una donna? Forse alcuni si aspettavano che lei non fosse in grado di adattarsi al loro habitat?
Sapevo in anticipo che sarebbe stata dura, soprattutto fisicamente, e mi sono preparata per questo. Non ho mai sentito direttamente alcuna negatività contro di me. Lo scienziato era la nostra guida quando eravamo con i cacciatori di zanne e c'era sempre una bella atmosfera e tanti bei incontri. Con i due fratelli è stata una spedizione più lunga. Sono stata trattata bene, sono persone molto dignitose e hanno preso come loro dovere prendersi cura di noi. Sono entrata in un mondo in cui le donne normalmente non sono le benvenute o non sono viste. Ci sono alcune cose laggiù di cui solo gli uomini si prendono cura o sono autorizzati a fare. Poiché sono venuta lì come regista, una professionista, ho avuto alcuni privilegi e più accesso, e tutti mi hanno accettato come "guida" del progetto.

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(Tradotto dall'inglese)

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