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Mike Downey • Produttore

Tempi duri per i produttori europei

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Mike Downey • Produttore

Mentre festeggia il suo 50° anniversario, Film & Music Entertainment Ltd (F&ME) si trova però ad un bivio. Il co-fondatore Mike Downey spiega a Cineuropa perché, nonostante ami produrre in Europa volga ora lo sguardo a Stati Uniti e Sud Africa, pur continuando a mandare avanti le sue attività britanniche, a causa della nuova normativa fiscale nel Regno Unito. La compagnia ha circa sette film in produzione, del valore di 32 milioni di sterline, da consegnare entro il 31 dicembre 2006, ed un film, Border Post di Rajko Grlic selezionato in concorso a San Sebastian.

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Cosa la rende più orgoglioso, dopo cinque anni a capo della F&ME?
Mike Downey: Dopo cinque anni, abbiamo una compagnia che nonostante il clima difficile per le produzioni cinematografiche indipendenti è riuscita a costruire un sostanzioso volume d’affari e a realizzare profitti sin dall’inizio. Questo ci ha permesso di investire in film di qualità e in talenti in Europa, e ci ha fatto così conoscere.

Quali sono i vostri maggiori partner europei?
Abbiamo iniziato accanto alla compagnia F.A.M.E. di Monaco, ufficialmente inserita nei listini, e la Germania è quindi un paese molto importante per noi, e siamo in parte proprietari della nuova società di finanziamenti cinematografici Shotgun Pictures, costituita da Thomas Hæberle e Torsten Poeck. Ma abbiamo anche numerose collaborazioni in tutta Europa: in Finlandia con Matila Röhr Productions, in Islanda con Icelandic Film Company e Icelandic Film Corporation di Fridrik Thor Fridriksson, in Danimarca con Zentropa e Fine & Mellow, in Spagna con Mate Productions, Tornasol e Rioja Audiovisual, in Croazia con la maggiore compagnia locale, Propeler Film, in Slovenia con Vertigo, nella Repubblica Ceca e in Slovacchia con Jakubisko, in Bosnia con Refresh, in Serbia con YODI Movie Craftsman, in Polonia con Apple Apple Film, solo per fare qualche nome.

La vostra attività è prevalentemente quella di co-produttori di minoranza?
Se raccogliamo la maggior parte di un budget siamo uno dei maggiori investitori, e posso quindi trovarmi d’accordo con la nozione di “co-produttore di minoranza”, che ha un significato peggiorativo.

Che tipo di progetti tendete a supportare?
Non c’è una formula. Come ogni compagnia imprenditoriale, abbiamo un portfolio vasto, ma ci piace fare film di qualità con autori europei. Abbiamo attualmente sette lungometraggi con un budget totale di 32 milioni di dollari che vorremmo consegnare entro fine anno: Bathory del ceco Juraj Jakubisko, Dos di Guillermo Groizard, spagnolo, i finlandesi Mystery of the Wolf di Raimo O Niemi e Quest For a Heart di Pekka Lethosaari, il nuovo film spagnolo di Miguel Alcantud, Anastezi, un progetto ancora senza titolo, in produzione, del regista sloveno Damjan Kozole e Astropia dell’islandese Gunnar B.Guðmundsson.

Cosa pensa delle nuove regole britanniche sulla co-produzione e sugli incentivi fiscali, e quali effetti avranno, secondo lei, sulle vostre attività?
Quello che ha fatto il governo britannico è stato davvero dannoso per il cinema europeo, e mostra ancora una volta che il Regno Unito è totalmente anglo-centrico, e non fornisce alcun sostegno al cinema europeo. Gli effetti più rilevanti che ha avuto sulla nostra attività è che, prima del 31 marzo, abbiamo mandato sei film in produzione, tanto da essere, al momento, una delle poche case di produzione britanniche ad avere più film di quanti possiamo attualmente gestirne. Le nuove misure mi hanno fatto inoltre realizzare che non siamo più in grado di co-produrre efficacemente, in Europa, perché non abbiamo strumenti professionali adeguati a restituire i contributi europei. Stiamo quindi cercando di fare qualche film nel Regno Unito, altri negli Stati Uniti, per poter prendere star americane e cercare di aumentare il valore dei nostri film. Ci stiamo poi spostando in Sud Africa grazie alle nostre relazioni col regista di U Carmen, Mark Dornford May.

Quali sono i progetti britannici in fase di sviluppo?
Stiamo producendo il nuovo dramma dell’esordiente Dominic Murphy, che era nel team promozionale di Michel Gondry. La vicenda di un killer on the road è basata su una sceneggiatura di Shane Smith e Eddy Moretti, e le riprese partiranno il prossimo gennaio. Il progetto, del valore di 2 milioni di dollari, è co-prodotto da Vice-Films in Canada col sostegno dello UK Film Council, mentre Lumina Films si occupa delle vendite mondiali.

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