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Adeline Monzier • Europa Distribution

"Senza gli indipendenti, un domani non ci sarà più diversità"

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Adeline Monzier • Europa Distribution

Creata nella primavera del 2007, Europa Distribution riunisce 60 distributori indipendenti provenienti da 19 paesi del Vecchio Continente. Presieduto dal regista Robert Guédiguian, questo circuito è un motore essenziale della circolazione del cinema europeo di qualità e terrà la sua seconda conferenza annuale in occasione del festival di Estoril. Una panoramica del settore con la sua delegata generale.

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Cineuropa: Come vanno le cose, oggi, per i distributori indipendenti europei?
Adeline Monzier: I problemi legati al maggior numero di uscite, di copie e all'aumento delle spese promozionali si sono amplificati. Certi film hanno sempre più difficoltà a trovare il loro pubblico e vengono tolti dalle sale troppo rapidamente. Inoltre, la concentrazione orizzontale e verticale del settore va avanti. Gli indipendenti si confrontano con una concorrenza crescente, con il rischio di vedersi sfuggire i film d'essai a causa della crescita dei prezzi di acquisto, senza contare il rischio che i gruppi delle telecomunicazioni monopolizzino la distribuzione. Questi fenomeni si ritrovano in tutta Europa in misure differenti e con alcune varianti.

Quali strategie potrebbero invertire questa tendenza?
Ci vorrebbe innanzitutto una definizione precisa del distributore indipendente, il che permetterebbe di orientare il sostegno verso i distributori che ne hanno maggior bisogno e di offrire loro tariffe promozionali speciali. Il sostegno automatico alla distribuzione guidato dal programma Media si è evoluto bene e le sue linee direttrici sono andate a integrare una riforma del sostegno selettivo che rende non candidabili i film dal budget superiore ai 15 M€ e che accorda il 100 % del sostegno al distributore. Ma questo sistema stenta a decollare perché ci sono molte abitudini e reticenze.

Come vede il passaggio al digitale?
E' molto difficile avere una posizione omogenea. Alcuni paesi sono piuttosto avanzati (Regno Unito, Germania, Francia), mentre in altri paesi la questione non sembra interessare la politica (Spagna, Italia). E nei paesi dell'Est non succede granché, tranne che in Polonia. Ma non si tratta di mettersi in cattedra, perché distribuire un film in questi territori è difficile. Europa Distribution fa parte di un gruppo di esperti del digitale messo in piedi da Media e siamo anche membri del CIN (otto associazioni francesi di produttori, distributori ed esercenti indipendenti) nata per sostenere le sale indipendenti nel passaggio alla proiezione digitale. Il tutto senza che i distributori indipendenti paghino l'80 % del VPF, cosa che non gli si può chiedere ora. Perché, in tempi difficili, sono proprio le strutture piccole che si battono nel quotidiano. Il digitale sarà formidabile tra dieci anni, ma raddoppierà i costi anziché diminuirli.

E' possibile una strategia di acquisto collettivo di film?
L'esempio di Indie Circle ha dimostrato che questo è un buon modello ma non è facile, perché le società di distribuzione indipendenti sono spesso fondate da personalità molto forti. Europa Distribution preferisce concentrarsi sulla messa in rete e abbiamo in progetto di creare una banca dati online del materiale promozionale disponibile in Europa.

Perché la crescita delle spese di distribuzione?
E' un circolo vizioso. Le filiali di distribuzione dei grandi gruppi fanno campagne promozionali gigantesche e gli indipendenti sono costretti ad adeguarsi, con un rischio economico molto alto. Ma se un film va male in sala, la filiale di un gruppo troverà facilmente una distribuzione TV e video, cosa invece molto difficile per un indipendente. Eppure sono i distributori indipendenti che fanno circolare i film, che si assumono i rischi di lanciare nuovi talenti. Insieme ai produttori indipendenti, rappresentano la filiera Ricerca & Sviluppo del cinema e sono coinvolti in oltre l'85 % delle opere presentate a Cannes, Berlino e Venezia. Senza di loro, un domani non ci sarà più diversità, né cinema europeo. E' per questo che la loro salute finanziaria è importante.

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