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CANNES 2009 SIC / Francia-Germania

Huacho: dove la modernità non è arrivata

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Huacho: dove la modernità non è arrivata

Raccontato da quattro diversi punti di vista e ambientato nel cuore del mondo rurale sudamericano dimenticato dalla modernità, Huacho [+leggi anche:
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di Alejandro Fernández Almendras - coproduzione tra Francia, Germania e Cile - ha offerto oggi al pubblico della Settimana Internazionale della Critica un'opera delicata dalla sensibilità quasi documentaria.

"Un giorno o l'altro saremo tutti felici. Sarò liberato dalla mia ombra e dal mio nome". Lette da un insegnante che si intravede in Huacho, queste parole sembrano risuonare su tutto il il primo lungometraggio di questo regista che ha scelto di girare nei dintorni della sua città natale, Chillán, nel sud del Cile. Là, in mezzo alla campagna, vive, o meglio sopravvive, una famiglia in una piccola fattoria: una coppia di anziani, la figlia e il nipote. Accompagnato dal canto degli uccelli e del gallo, sorge un nuovo giorno. I nostri quattro protagonisti si mettono a tavola per la colazione, ma all'improvviso va via la luce. La stessa giornata viene quindi vista successivamente con gli occhi di ciascun personaggio, fino alla sera, alla cena che li riunisce di nuovo, al ritorno della corrente elettrica e all'arrivo della notte.

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Interpretato da attori non professionisti, Huacho descrive, con un ritmo tranquillo e con il massimo di dettagli realistici, la prevedibile fine di un universo contadino: la nonna confeziona artigianalmente dei formaggi che tenta di vendere lungo la strada (ma il prezzo del latte è aumentato), mentre il nonno recinta un terreno (ma la sua veneranda età lo rallenta) e racconta storie del passato che il resto della famiglia non ascolta. La figlia, dal canto suo, fa la cuoca in un ostello per turisti stranieri e deve restituire un vestito appena comprato per pagare la bolletta della luce. Quanto al più giovane, frequenta, tutto tirato a lucido, la scuola in città e passa le sue giornate pregando invano uno dei suoi compagni di classe di lasciarlo giocare con la sua PlayStation portatile.

Giocando sui contrasti tra tradizione e modernità (telefoni cellulari, TV, sale da gioco, grandi magazzini), tra le atmosfere campagnole e quelle cittadine, sottolineando l'importanza dell'impatto del denaro sulle esistenze più semplici, Alejandro Fernández Almendras firma un'opera prima dove l'ambientazione priva di orpelli e la sua veracità (soprattutto la grande naturalezza degli interpreti) si fanno sempre più profonde, mentre il tempo sembra volare.

Prodotto dai francesi di Charivari Films e dai cileni di Jirafa Films, Huacho è coprodotto da Arte France Cinéma e dai tedeschi di Pandora. L'uscita nelle sale francesi è affidata a Sophie Dulac, mentre le vendite internazionali sono guidate da Films Distribution.

(Tradotto dal francese)

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