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BERLINALE 2012 Forum / Francia

Jaurès, un amore tra le righe

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Jaurès, un amore tra le righe

Il docu-fiction francese Jaurès (dal nome di una stazione della metropolitana di Parigi) è stato proposto in anteprima al recente Festival di Berlino nella sezione Forum, dedicata al cinema innovativo e d’avanguardia. Il film ha vinto il Premio della Giuria Teddy Award, assegnato al miglior film GLBTQ.

Il lungometraggio è l’ultimo lavoro del filmmaker francese Vincent Dieutre (in foto), habitué del Forum della Berlinale, dove ha già presentato in passato i suoi Desperate Rome, Tenebrae Lessons e My Winter Journey.

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Il film è inventivo nel suo approccio a collage alla realtà e alla fiction, e mette insieme elementi narrativi e materiali di tutt’altra provenienza. Il film vede la partecipazione del regista e Eva Truffaut (figlia di François Truffaut), che guardano, raccontano e commentano frammenti di footage girati nell’appartamento di Simon, ex partner di Vincent.

Simon abitava vicino alla stazione della metropolitana del titolo, dove alcuni rifugiati afghani vivono accampati vicino al ponte Lafayette Bridge, sul Canale Saint-Martin. Simon partecipava alla loro difficile situazione, e le loro storie e le loro battaglie erano divenute uno specchio della fantomatica relazione tra Vincent e Simon, una cosa che sembrava esistere solo in virtù degli altri elementi in essere.

Girato in video digitale, il film è un puzzle improvvisato che tenta di raccontare il quartiere parigino di Jaurès e di evocare il ritratto di un amore con una persona che non vediamo, dato che il vero Simon — nome e vita sono stati modificati per il film — non appare mai sullo schermo.

Come nelle altre opere di Dieutre, il film non è né totalmente di finzione né interamente documentario, ed elementi teatrali e d’arte contemporanea sono intrecciati nella sua struttura.

Il film è prodotto da Stéphane Jourdain per La Huit Production, in co-produzione con Cinaps TV. Anche la distribuzione francese è a cura di La Huit.

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(Tradotto dall'inglese)

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