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FESTIVAL Italia

Tony Gatlif a Lecce: "Nanni Moretti, il più indignato dei registi italiani"

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- Il cineasta francese ha aperto ieri il XIII Festival del cinema europeo con il suo Indignados, presentato in anteprima italiana in una giornata tutta dedicata alla dignità del lavoro

Tony Gatlif a Lecce: "Nanni Moretti, il più indignato dei registi italiani"

Dal movimento internazionale di protesta degli Indignati alle controverse vicende contrattuali degli operai della Fiat, il Festival del cinema europeo di Lecce (17-21 aprile) ha aperto ieri la sua XIII edizione con un'attenzione tutta particolare rivolta al tema della dignità del lavoro.

In attesa di un distributore italiano, Indignados [+leggi anche:
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, il film di Tony Gatlif sull'Europa in rivolta contro la dittatura del denaro e il precariato ispirato al libro manifesto del diplomatico francese Stéphane Hessel "Indignez-vous!" e presentato allo scorso Festival di Berlino (leggi la news), ha avuto la sua anteprima italiana a Lecce, dove l'autore ha svelato alcuni retroscena: "All'inizio, la tv Arte mi aveva chiesto un lavoro su Hessel, così ho pensato di andare a filmare le proteste alla Puerta del Sol di Madrid", ha raccontato. "Una volta lì, però, sono rimasto colpito dalla forza del movimento e ho deciso di realizzare un altro film, con soldi e mezzi miei. Era importante farlo".

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Stéphane Hessel, che ha visto il film a Berlino, lo ha trovato "una perfetta continuazione del libro", ha detto Gatlif, "in particolare, è rimasto colpito dalla poesia e dalla non violenza, dal suo messaggio di pace". Sulla scelta della protagonista, clandestina vera, il regista francese ha raccontato di averla incontrata a Parigi mentre beveva un caffè: "Nel giro di 24 ore, l'ho portata con me in Grecia per le riprese. Ho fatto come Pasolini, che si serviva, per i suoi film, di sconosciuti". E per rimanere in ambito di registi italiani, alla domanda su chi incarnasse, secondo lui, l'indignazione in Italia, ha risposto senza esitazione: "Nanni Moretti. Per Il caimano [+leggi anche:
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, ma anche per i suoi lavori precedenti".

Ieri a Lecce è stata anche la giornata degli operai italiani e del contestato accordo sindacale siglato con la Fiat nel gennaio 2011, risultato di un referendum che di fatto metteva i lavoratori con le spalle al muro: o mantenere il posto di lavoro a condizioni durissime o perderlo. Il tema era oggetto di tre documentari: L'accordo di Jacopo Chessa, raccolta di voci e idee di operai, sindacalisti, politici e analisti sulla vicenda contrattuale dello stabilimento torinese; Privilegi operai di Gianni Ubaldo Canale e Gianfranco Crua, sulla vita dei lavoratori della catena di montaggio e i loro ritmi faticosi e alienanti; Sic Fiat Italia di Daniele Segre, viaggio nella storia del lavoro attraverso le sequenze di vent'anni di suoi film dedicati al mondo operaio.

Tra i film in concorso presentati, il croato Daddy di Dalibor Matanić: storia dell'incontro tra due sorelle e il padre che le ha abbandonate molti anni prima, un dramma familiare dai risvolti torbidi e che vira al thriller in un contesto di completo e innevato isolamento. Il regista ha vinto a Lecce l'Ulivo d'oro del miglior film nel 2009 con Kino Lika [+leggi anche:
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