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FESTIVAL Portogallo / Austria

Still Life, la pedofilia in una famiglia austriaca

di 

- Il dramma familiare austriaco Still Life presentato in concorso in Portogallo a IndieLisboa

Still Life, la pedofilia in una famiglia austriaca

Uno dei film in concorso al recente IndieLisboa Film Festival, il dramma austriaco Still Life, è il debutto di Sebastian Meise, già presentato in anteprima al San Sebastian Film Festival a settembre.

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, in concorso a Cannes 2011, anch’esso un debutto, Still Life racconta la pedofilia in Austria — su tutto il resto, i film non potrebbero essere più diversi.

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In Still Life, Bernhard (Christoph Luser), figlio adulto di Gerhard (Fritz Hoertenhuber), vede il padre dare istruzioni per iscritto a una prostituta (Anja Plaschg). Senza pensare, segue la donna, si finge cliente e riesce ad avere il bigliettino.

Ciò che legge è shockante, anche se non per il pubblico (il film si apre con una voce fuori campo che, come si scoprirà, legge i contenuti del biglietto): l’uomo vuole che la prostituta si comporti da bambina e che si lasci chiamare Lydia, come la sorella di Bernard (Daniela Golpashin), anche lei ormai adulta.

Incerto sul da farsi, Bernhard condividerà alla fine il biglietto col padre, che sparisce prontamente, e poi con la sorella e la madre (Roswitha Soukop), entrambe sconvolte. Se il tema iniziale del film sembra la pedofilia, o almeno il desiderio sublimato di Gerhard di muoversi in quella direzione, la sceneggiatura (del regista e Thomas Reider), sposta gradualmente la sua attenzione sull’effetto che la scoperta provoca in una famiglia austriaca e sul dubbio se la questione sia mai stata notata da qualcuno.

Il film è co-prodotto da Freibeuter Film e Lotus Film con il supporto finanziario di Austrian Film Institute, Filmfonds Wien, del canale ORF, Land NÖ e Land STMK.

(Tradotto dall'inglese)

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