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ROME 2012 Concorso

Main dans la main: attrazione magnetica

di 

- Dopo il folgorante Dichiarazione di guerra, Valérie Donzelli torna con una commedia fantasiosa, ma discontinua, sull'attaccamento amoroso

Main dans la main: attrazione magnetica

Rivelatasi a Locarno nel 2009 con La Reine des pommes [+leggi anche:
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, poi acclamata con Dichiarazione di guerra [+leggi anche:
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(coup de cœur della Settimana della Critica cannense 2011, candidato francese all’Oscar del miglior film straniero 2012 e 837 000 entrate nelle sale nazionali), Valérie Donzelli ha presentato in concorso al Festival di Roma il suo terzo lungometraggio: Main dans la main [+leggi anche:
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. Tessuto intorno a un concetto simbolico farsesco (un'attrazione irresistibile tra due persone al punto che non possono più separarsi fisicamente, loro malgrado), il film naviga sul filo di una commedia dinamica e inventiva impregnata di sentimenti, anche piuttosto malinconici, sull'attaccamento affettivo, le attrazioni magnetiche, la paura di rompere le catene e quella di essere lasciati. Tutti ingredienti che la regista mette in circolo a gran velocità, giocando sulla sincope ritmica e l'audacia formale caratteristiche delle sue opere precedenti, senza riuscire pertanto a dare un'unità impeccabile al suo patchwork.

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Berretto rosso in testa, Joachim Fox (Jérémie Elkaïm) percorre col suo skate una strada di campagna dell'Est della Francia. Fa il vetraio e vive con la famiglia di sua sorella Véro (Valérie Donzelli), con la quale si allena per un concorso di danza per dilettanti. Inviato per lavoro a Parigi, all'Opéra Garnier, Joachim bacia impulsivamente Hélène Marchal (Valérie Lemercier), direttrice della scuola di danza del prestigioso edificio. Ed ecco che i nostri due personaggi, per magia, diventano inseparabili ("è più forte di me"), come se un filo invisibile li legasse l'uno all'altra. Una dipendenza che a loro non piace essendo molto diversi (per età e ambiente sociale e culturale, lei della capitale, lui della provincia), ma cui sono costretti a scapito dell'acida Constance (Béatrice de Staël), grande amica (forse anche amante) e confidente di Hélène. Ma cosa fare contro le attrazioni magnetiche? I due si abituano così a sincronizzarsi e i sentimenti affiorano poco per volta senza mai concretizzarsi carnalmente. Questa misterioso ménage ha anche un segreto: quando l'uno dorme, l'altro è libero. Ma nessuno dei due ne parla, né ne approfitta. Perché l'attaccamento "fa paura e rassicura"…

Amare, lasciarsi, sapere chi si è veramente: Main dans la main tratta con energia e umorismo la paradossale materia sentimentale nella tradizione del cinema di François Truffaut, ma con orpelli post-moderni (in particolare un'eccezionale colonna sonora). Tuttavia il film fatica, come i suoi personaggi, a districarsi dal suo concetto iniziale. E se la grande originalità formale compensa gli alti e bassi della sceneggiatura, non basta a far dimenticare che un involucro brillante non può sostituirsi a un soggetto forte, a rischio di cadere nell'affettazione.

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(Tradotto dal francese)

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