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CANNES 2013 Premi

Menzione speciale al corto 37°4 S di Adriano Valerio

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- 12 minuti di visioni poetiche e struggenti di un'isola sperduta nell'Oceano Atlantico che hanno colpito la giuria guidata da Jane Campion

Menzione speciale al corto 37°4 S di Adriano Valerio

Una meritata Menzione Speciale, ex-aequo con Whale Valley di Guðmundur Arnar Guðmundsson, è stata attribuita al Festival di Cannes al cortometraggio in concorso 37°4 S dell'italiano Adriano Valerio

Trasferitosi a Parigi, dove lavora come sceneggiatore e regista, Valerio ha partecipato al Talent Campus della Berlinale e alla Locarno Film Academy nel 2012, ed ha al suo attivo 5 cortometraggi, un documentario ed alcune clip musicali e video commerciali.

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A Cannes ha portato 12 minuti di visioni poetiche e struggenti di un'isola sperduta nell'Oceano Atlantico che hanno colpito la giuria guidata da Jane Campion. "L'idea è nata da un incontro con un medico, Loran Bonnardot, che ha vissuto a Tristan da Cunha, un'isola a metà strada tra Città del Capo e Rio de Janeiro che ospita da due secoli una piccola comunità considerata come la più isolata al mondo", ha raccontato il regista a Cineuropa prima di partire per Cannes. "Grazie a lui, ho ottenuto il permesso di soggiorno sull’isola e ho preso un vecchio peschereccio, l’Edinburgh MV, che salpa ogni quaranta giorni da Città del Capo e approda, dopo quasi una settimana di navigazione, all’isola di Tristan". 

I 270 abitanti dell'isola sono discendenti delle famiglie di marinai, naufraghi e balenieri che hanno fondato la comunità nel XIX secolo. Sull’isola abitano sette famiglie, di cui due di origine ligure. La storia raccontata nel film parla di due adolescenti, Nick e Anne, che si conoscono da sempre e che da sempre sono innamorati. Ma ora Anne ha deciso di andare a studiare in Inghilterra, a 6152 miglia da Tristan. Con poche raffinate immagini che degradano dal grigio al blu, e una voce fuori campo, Valerio descrive la vita di un luogo tagliato fuori dal mondo, esposto a venti violenti e forti tempeste e alla minaccia di un vulcano ancora in attività.

La fotografia è del regista con Loran Bonnardot, il montaggio di Claire Aubinais, le musiche originali di Romain Trouillet. Produzione di Emilie Dubois e Olivier Berlemont per Origine Films.

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