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VENEZIA 2013 Settimana della Critica

White Shadow, il dramma degli albini in Tanzania

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- L'artista Noaz Deshe ha firmato un promettente esordio alla regia. L'attore Ryan Gosling, impegnato in diverse cause africane, è il produttore esecutivo del film

White Shadow, il dramma degli albini in Tanzania

"Ombre bianche", che non muoiono ma svaniscono, uccisi e rivenduti agli stregoni che ne utilizzano gli organi per creare pozioni magiche. Con White Shadow [+leggi anche:
trailer
intervista: Noaz Deshe
scheda film
]
, in concorso alla Settimana della Critica, l'artista Noaz Deshe ha firmato un promettente esordio alla regia sul dramma degli albini in Tanzania.

Prodotto da Ginevra Elkann per Asmara Films con Shadoworks, Mocajo Film in coproduzione con Chromosom Filmproduktion, French Exit, Phantasma Films, Real2Reel e l'attore Ryan Gosling, impegnato in diverse cause africane, nei panni del produttore esecutivo, White Shadow è la storia di Alias, un ragazzo albino in fuga. Dopo aver assistito all’omicidio del padre, viene mandato dalla madre a cercare rifugio in città. Si prende cura di lui lo zio Kosmos, un camionista che sbarca il lunario con piccoli commerci. In città Alias è costretto a crescere in fretta, vendendo per strada occhiali di sole, dvd e telefoni cellular.

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"Ho scritto la storia assieme a James Masson  in pochissimo tempo", spiega il regista. "Non volevamo realizzare un documentario, ma un lungometraggio con un ragazzino come protagonista che lotta con tutta la forza della sua anima per non essere sconfitto". Secondo Deshe il film veicola un'idea  che può riguardare tante persone, in altri luoghi del mondo. "Il cinema secondo me serve proprio a questo".

Girare il film negli slum non è stato facile. "In tanti vanno in strada portandosi il machete. Ma il mio approccio non è stato mai colonialista, ho basato tutto sulla naturalezza e su quello che sarebbe accaduto davanti alla macchina da presa".

Molto felice l'incontro con il giovane attore protagonista Hamis Bazili. "In lui ho trovato subito l'intensità che cercavo. Un ragazzo con i pugni chiusi, come se trattenesse la sua sofferenza. Nel film la tensione resta sempre molto alta. Un giorno Hamis mi ha detto: non serve sempre sorridere per dimostrare di essere felici". 

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