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SAN SEBASTIAN 2013

Puppy Love: “Si può sfuggire a tutto, ma non a questo”

di 

- Delphine Lehericey firma il suo primo delicato film sulla perdita dell'innocenza, presentato al Festival di San Sebastian e in concorso al Festival di Zurigo

Puppy Love: “Si può sfuggire a tutto, ma non a questo”

La 61ma edizione del festival di San Sebastian conferma in anteprima mondiale un talento rivelatosi a Locarno nel 2007 con il mediometraggio Comme à Ostende e due anni più tardi con il documentario corale Les Arbitres, di cui Delphine Lehericey aveva diretto uno dei segmenti. Puppy Love [+leggi anche:
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è il suo primo vero lungometraggio.

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A 14 anni, Diane (Solène Rigot) è in pieno risveglio dei sensi. La sua natura misteriosa e solitaria e la relazione simbiotica con suo padre single (Vincent Perez) complicano la crisi adolescenziale. A questa confusione si aggiunge la pressione del "passaggio obbligato", come lo qualifica Julia (Audrey Bastien), la sua nuova vicina emancipata. Il tempo di un semestre, Diane segue Julia nell'esplorazione di quelli che immagina siano i propri desideri…

Tutto, in Puppy Love, passa per il filtro della sessualità. Dalla scena d'apertura che ritrae il disagio di una coppia di adolescenti che falliscono il loro primo e goffo rapporto ("credo di non avere più voglia"), il film prosegue sul rapporto apatico che Diane ha con la pornografia e un film XXX diffuso in modo criptato alla televisione francese. Questa prima fase di presentazione del personaggio termina con la sua prima emozione sessuale ottenuta in una scena di masturbazione nel bagno di famiglia. "Un giorno ci passerai. Si può sfuggire a tutto, ma non a questo", profetizza Julia che diventa il mentore di Diane, ma il suo insegnamento è limitato sul piano morale ("le storie di una notte non contano niente", "me ne frego degli uomini, è solo per divertirmi") e Diane non subisce l'influenza di alcuna autorità genitoriale giacché è lei che domina suo padre, rimasto un eterno adolescente. 

Grazie ai suoi azzeccati interpreti diretti in modo pudico e delicato, Delphine Lehericey riesce a tracciare un ritratto al contempo universale e intimo di un'adolescente in crisi che si interroga sul proprio corpo, i propri desideri, ma anche sui propri valori nel suo approccio emotivo alla sessualità. "Non mi ha fatto male, non ho sentito nulla", concluderà dopo l'atto e la sua amica le risponde: "Non è grave. L'importante è che tu l'abbia fatto!". Tra una scoperta e una delusione, Diane non tarderà a soffrire di un dolore intimo che rappresenta forse l'unico vero "passaggio obbligato" nella perdita dell'innocenza, a prescindere dalla perdita della sua verginità.

Ambientato in un'epoca a metà tra la liberazione sessuale degli anni '70 e l'avvento di internet, Puppy Love beneficia di una colonna sonora originale firmata dal gruppo electro-pop belga Soldout che evoca la fine degli anni '80 e gli inizi dei '90. Il film si apre su una ripresa di It’s a sin dei Pet Shop Boys e si chiude in modo molto coerente su un refrain che scandisce "I was a teenager" al passato, nel momento in cui Diane trova finalmente la sua strada nella crisi. Si è dissociata da Julia sul piano morale ("io non sono così") e sorride davanti alla cinepresa dopo aver letteralmente attraversato a piedi un'autostrada di pericoli.

Questa coproduzione tra Belgio (Entre Chien et Loup), Svizzera (Box Productions), Francia (Liaison Cinématographique) e Lussemburgo (Juliette Films) concorre a San Sebastian per il Premio Kutxa, categoria riservata ai nuovi registi. Puppy Love è anche in concorso al 9° Festival del film di Zurigo che comincia il 26 settembre 2013.

Le vendite internazionali di Puppy Love sono affidate agli spagnoli di Latido Films.


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(Tradotto dal francese)

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