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FESTIVAL Polonia

Dieci giorni di cinema internazionale a Varsavia

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- 207 film in cartellone e una competizione che include titoli firmati Damian, Breillat, Pawlikowski, Raag, Honkasalo, Kidawa-Blonski, Tyc e Jonynas

Dieci giorni di cinema internazionale a Varsavia

Con nove titoli su 15 e lungometraggi provenienti da Polonia, Estonia, Ucraina, Russia e Georgia, la produzione dei paesi dell'Est Europa domina la competizione ufficiale del 29mo Festival del Film di Varsavia, al via da oggi. Una forte presenza non cercata da Stefan Laudyn, direttore della manifestazione: "E' un caso, perché l'unico criterio di selezione, l'elemento chiave, è la qualità artistica delle opere".

Fino al 20 ottobre, il Festival di Varsavia, che si apre questo venerdì con Still Life [+leggi anche:
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intervista: Uberto Pasolini
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di Uberto Pasolini (foto - leggi la recensione), presenterà 207 film provenienti da 57 paesi. Da notare, tra le novità di questa edizione, una sezione Classics from Poland.

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La competizione 2013 include due produzioni polacche: Ida [+leggi anche:
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intervista: Pawel Pawlikowski
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di Pawel Pawlikowski (che ha trionfato di recente a Gdynia - news) e In Hiding di Jan Kidawa-Blonski. In lizza figurano anche tre produzioni dei paesi baltici con Love Is Blind [+leggi anche:
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dell'estone Ilmar Raag, The Gambler [+leggi anche:
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intervista: Ignas Jonynas
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di Ignas Jonynas (coproduzione tra Lituania e Lettonia) e Tangerines [+leggi anche:
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di Zaza Urushadze (Estonia e Georgia).

Sono in corsa poi la coproduzione ceco-slovacca Like Never Before [+leggi anche:
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di Zdeněk Tyc e A Very Unsettled Summer [+leggi anche:
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di Anca Damian, finanziato da Romania, Repubblica Ceca, Svezia e Regno Unito (nel cast, la Shooting Star 2012 Ana Alaru - vedi l'intervista video). Infine, i paesi dell'Est del Vecchio Continente sono rappresentati dal titolo ucraino The Green Jacket e il film russo Thirst, mentre il resto dell'Europa punta su Abus de faiblesse [+leggi anche:
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intervista: Catherine Breillat
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(Abuse of Weakness) di Catherine Breillat (coproduzione tra Francia, Belgio e Germania - news) e sul lungometraggio scandinavo Concrete Night [+leggi anche:
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di Pirjo Honkasalo (Finlandia, Svezia, Danimarca - leggi l'articolo).

Si segnala, nella sezione competitiva delle opere prime e seconde, la prima mondiale di Heavenly Shift dell'ungherese Mark Bodzsar (leggi l'articolo), il già pluripremiato The Selfish Giant [+leggi anche:
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intervista: Clio Barnard
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della britannica Clio Barnard, Alienation [+leggi anche:
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intervista: Milko Lazarov
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del bulgaro Milko Lazarov (scoperto ai Venice  Days - leggi la recensione), il film polacco Heavy Mental di Sebastian Buttny, il titolo sloveno Seduce Me [+leggi anche:
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intervista: Marko Santic
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di Marko Santic, la produzione tedesca Ummah - Among Friends [+leggi anche:
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di Cuneyt Kaya, lo spagnolo Family Tour [+leggi anche:
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di Liliana Torres, Le bonheur (Happiness) del francese Fabrice Grange e The Japanese Dog [+leggi anche:
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del rumeno Tudor Cristian Jurgiu (news).

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(Tradotto dal francese)

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