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VIENNALE 2013

My Dog Killer: vergogna e rabbia in una vendetta inutile

di 

- My Dog Killer porta avanti la tendenza dei cupi drammi sociali slovacchi presentando con lucidità colpe individuali e collettive

My Dog Killer: vergogna e rabbia in una vendetta inutile

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, opera seconda della giovane Mira Fornay è un nuovo cupo dramma sociale nel cinema slovacco. Il dramma sociale, stilisticamente differente, sull'espulsione dal paese natale e la voglia di sopravvivere all'estero di Made in Ash [+leggi anche:
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, la rottura dei valori e dei legami familiari di Fine, Thanks [+leggi anche:
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e il dramma di formazione con elementi dei due precedenti di The Miracle [+leggi anche:
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formano un'oscura ondata di produzioni domestiche. My Dog Killer ricade in questo territorio tetro e si muove nell'ambito delle famiglie disfunzionali, premessa condivisa con tutti gli altri titoli che rispecchiano il tema dell'illegalità.

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Il film racconta una normale giornata della vita di Marek, giovane skinhead, e del suo cane, Killer appunto. Dopo una lite col padre alcolista, Marek viene mandato a far firmare dei documenti alla madre che non vede da tempo per risolvere un problema di proprietà. La madre ha lasciato lui e il padre per un nuovo amante di etnia gitana, evento che ha duramente colpito Marek e lo ha spinto a unirsi ad un gruppo di estremisti di destra. La situazione ha una rapida escalation dopo l'incontro col giovane fratellastro, fatto che mina la credibilità di Marek come vero skinhead.

My Dog Killer è in equilibrio tra realismo psicologico e sociale: lo schermo è dominato da Marek, e non ci sono quasi scene senza di lui. È il tema principale dell'osservazione - un ragazzo che cerca una figura materna pur vivendo senza di lei. E se il padre non sa gestire il suo ruolo, lo trova in uno dei capi del gruppo di skinheads. Rabbia e vergogna iniziano a ribollire fino alla tragedia, sottolineata da un finale che evita eccessi e definisce il carattere del protagonista. I temi sociali sono soprattutto problemi razziali tra popolazione bianca e minoranza etniche.

La narrazione ellittica consente di cogliere insieme vari temi, non soltanto la sofferenza personale di Marek ma anche l'intero episodio dell'ambiente familiare disfunzionale ed il razzismo radicato nella storia del paese. La narrazione sciolta lascia sufficiente spazio alle interpretazioni personali, e consente alla regista di sfuggire ai moralismi come nell'horror civile di Fliegauf Just the Wind [+leggi anche:
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La cupa vicenda di rabbia, vergogna e vendetta è resa più affilata dalle tinte monocrome, mentre il ritratto intimo viene tracciato dal lavoro della videocamera a mano che segue il protagonista come nei film dei Fratelli Dardenne. Il valore aggiunto di My Dog Killer è la capacità di raccontare un territorio così vasto di temi con una piccola storia, a dimostrazione della capacità di Fornay non solo come regista, ma anche come sceneggiatrice.

My Dog Killer è prodotto dalla slovacca Mirafox, col supporto dello Slovak Audiovisual fund. Le vendite sono curate da M-Appeal

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(Tradotto dall'inglese)

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