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PERSONAGGI Italia

Addio a Carlo Mazzacurati

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- Dopo una grave malattia si è spento a 57 anni a Padova il regista di pellicole di grande successo come Vesna va veloce, La lingua del santo e La giusta distanza. A primavera arriverà in sala La sedia della felicità

Addio a Carlo Mazzacurati

Il regista Carlo Mazzacurati è morto ieri a Padova a soli 57 anni. Da alcuni mesi era affetto da una gravissima malattia. Tra i suoi film di maggior successo di pubblico e critica ci sono Vesna va veloce (1996), La lingua del santo (2000), La giusta distanza [+leggi anche:
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 (2007), La passione [+leggi anche:
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(2010).

L'ultima sua pellicola, La sedia della felicità, era stata presentata a novembre al festival di Torino dove il regista aveva ricevuto il Gran Premio per la carriera (leggi l'articolo). Prodotto da Angelo Barbagallo, il film sarà in sala in primavera con la 01. "È forse il film più comico che ho fatto", aveva detto Mazzacurati. "Negli altri c'era anche la tristezza oltre che l'ironia. Per una volta nella vita ho desiderato fare un film che mi piacesse anche da spettatore".

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Nato a Padova nel 1956, Mazzacurati ha studiato al Dams di Bologna e nel 1979 realizza in 16mm Vagabondi, che nel 1983 viene premiato al festival milanese Filmmaker Doc. Nel 1987, il suo primo film di finzione, Notte Italiana, prodotto dalla Sacher Film di Nanni Moretti, vince il Nastro d'Argento. Due anni dopo Il prete bello, tratto dal romanzo omonimo di Goffredo Parise, vince il Primo Premio al Festival di Annecy. Nel 1992 Un'altra vita viene presentato al Festival di Venezia, ma solo l'anno dopo Mazzacurati si aggiudicherà il Leone d'argento a Venezia con Il Toro. Nel 2010 ha realizzato il documentario Sei Venezia [+leggi anche:
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, mentre come sceneggiatore ha collaborato, tra gli altri, con Daniele Luchetti e Gabriele Salvatores, vincendo il Premio Solinas per la sceneggiatura di Marrakech Express.

Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray ha espresso ieri il suo cordoglio: "La scomparsa di Carlo Mazzacurati priva il cinema italiano di un interprete di grande originalità, capace di raccontare con intelligenza il suo territorio, la sua preziosa identità di storia e memoria, nel confronto con il mondo globale".

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