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GOYA 2014

Vivir es fácil con los ojos cerrados miglior film e regia ai Goya

di 

- La commedia agrodolce di David Trueba e Las brujas de Zugarramurdi di Alex de la Iglesia sono i trionfatori della cerimonia dei Goya, celebrata ieri sera a Madrid

Vivir es fácil con los ojos cerrados miglior film e regia ai Goya
David Trueba

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di David Trueba e Las brujas de Zugarramurdi [+leggi anche:
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di Alex de la Iglesia sono i gran vincitori della cerimonia di consegna dei premi Goya, celebrata ieri sera 9 febbraio a Madrid. Il primo per essersi aggiudicato i premi principali (miglior film e regia) e aver vinto sei dei sette titoli per i quali era nominato, tra cui miglior sceneggiatura originale e attore protagonista. Il secondo per il numero totale di premi ottenuti, otto, principalmente in categorie tecniche (miglior direzione artistica, costumi, montaggio, suono, direzione di produzione, effetti speciali e trucco).

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La cerimonia dei Goya ha avuto come previsto una sua carica politica, inevitabile visto l'attacco più o meno dissimulato cui è sottoposto il settore da parte del Governo attuale. L'ultimo affronto è stato l'assenza del ministro della Cultura, José Ignacio Wert, per ragioni non ancora chiare, qualificata dall'attore Javier Bardem come un atto di “spavalderia”.

Considerazioni extracinematografiche a parte, la cerimonia è stata un'occasione per consegnare il suo primo Goya a un attore che è riuscito a passare con successo dalla televisione al cinema (percorso che desta sempre qualche sospetto) e diventare uno degli interpreti più popolari e ammirati, Javier Cámara (miglior attore per Vivir es fácil con los ojos cerrados). Nella categoria femminile, il premio della miglior attrice è andato a Marian Álvarez per il suo lavoro in un'altra delle rivelazioni dell'anno, il dramma La herida [+leggi anche:
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di Fernando Franco, che ha ottenuto anche il premio del miglior regista esordiente.

Il gran favorito della vigilia, se non altro per il numero di candidature, La gran familia española [+leggi anche:
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di Daniel Sánchez Arévalo, si è dovuto accontentare di due riconoscimenti: miglior attore non protagonista per Roberto Álamo e miglior canzone originale.

Il presidente dell'Accademia del Cinema, Enrique González Macho, che conosce più di ogni altro gli effetti della crisi e dell'azione del Governo sul settore (leggi la news), ha sottolineato nel suo intervento che "al giorno d'oggi, fare un film è un atto eroico".

(Tradotto dallo spagnolo)

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