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IFFR 2015 Signals

German Angst: sesso, fascismo e mostri a forma di genitali

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- L’onirico e inquietante German Angst è una parte fondamentale del focus dell’IFFR di quest’anno sulla riemergenza del Surrealismo

German Angst: sesso, fascismo e mostri a forma di genitali

La première mondiale di German Angst [+leggi anche:
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scheda film
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nel programma surrealista "Really? Really.", durante la 44esima edizione del Festival di Rotterdam, segna l’inesorabile ritorno di Jörg Buttgereit, dopo una pausa di 22 anni. Fortunatamente, “Butti” è stato convinto a tornare dai coregisti Michal Kosakowski e Andreas Marschall per collaborare a questo macabro lavoro diviso in tre parti.

E il suo attesissimo ritorno non delude. Il cortometraggio Final Girl spinge nuovamente i confini del video nasty verso il suo estremo intellettualistico. Le sue inquadrature stilizzate hanno i contorni offuscati che incanalano lo sguardo verso i dettagli ripugnanti. Questo effetto è misantropico quando viene associato a Lola Gave, la ragazza senza nome, poiché ci si sofferma su tutte le sue imperfezioni grazie alle inquadrature ravvicinate.

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Con il classico umorismo, anche, Lola è esplicitamente una “ragazza finale” (l’unica ragazza lasciata viva nei film horror per potersi vendicare sul cattivo). Tranne che il cattivo non è mai spiegato. Siamo solo invitati a pensare che possa essere stato un padre sessualmente abusivo. Una cosa suggerita dalla sua ritorsione iniziale sui genitali. Tuttavia con la sua solita tecnica, Buttgereit eclissa un’atroce mutilazione attraverso il climax sessuale rendendo Final Girl simile a un enorme e incestuoso gioco di bondage andato male. Siamo tornati a una posizione scomoda, ma c’è qualcosa di catartico.

E’ anche difficile non leggere Final Girl all’indietro, contro il canone di Buttgereit. La messa in scena e la tortura lo-fi potevano essere buone 20 anni fa. E questa retrospettiva sembra ispirare anche Kosakowski nel suo Make a Wish. Questo cortometraggio contiene una serie di flashback durante l’occupazione della Polonia da parte dei nazisti (raccontata dettagliatamente come se fossero le favole dei fratelli Grimm) e qui ci si muove verso uno stile ampiamente “Super 8-esco”, come se fosse un omaggio ai primissimi film diButtgereit. Questo sguardo al periodo nazista allude agli sforzi fatti da Buttgereit per resistere alla repressione anche all’interno della cultura tedesca. Kosakowski decide di mantenere la contemporaneità ma ne prende le distanze per andare verso un neonazismo attuale, rendendo inevitabile la fuga dal difficile passato della Germania.

Alraune di Marschall mostra diverse repressioni culturali ma anche lui s’ispira al maestro. L’etimologia del titolo si spiega come una sorta di “sussurro da incubo” e fa riferimento all’origine di Mandrake che continuamente appare in questo pezzo allucinogeno. Ma “Alraune” è anche un riferimento intertestuale al romanzo di Hanns Heinz Ewers che porta lo stesso nome. Quindi sia Kosakowski che Marschall sono pienamente consapevoli di ciò che ha reso Buttgereit così grandioso: la sua capacità di prendere artisticamente il Surrealismo e trasformarlo in incubo.

E il sussurro da incubo di Marschall sembra essere proprio questo: la monogamia comporta una depravazione della soddisfazione che non possiamo sopraffare. Soccombere ai piaceri narcotici di alternative proibite nei sogni, tuttavia, culmina in una cruenta morte semi-reale che sviscera mostri dalle sembianze tra un pene e una vagina. Come si può pensare, i film di German Angst rendono un commovente omaggio alla visione del mondo di Buttgereit. Sono pieni del sangue che la maggior parte dei suoi fan desiderano. Ma anche ricchi di squarci critici che gli spettatori più esigenti sapranno cogliere. 

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(Tradotto dall'inglese da Francesca Miriam Chiara Leonardi)

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