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ROMA 2016

7 minuti: undici operaie davanti a un dilemma

di 

- Cosa si è disposti a fare per lavorare? Se lo chiede Michele Placido nel suo nuovo film, in selezione ufficiale alla Festa di Roma. Una coproduzione italo-franco-svizzera ispirata a una storia vera

7 minuti: undici operaie davanti a un dilemma

Nel 2012 a Yssingeaux, in Francia, una decina di operaie vengono chiamate a decidere del destino di una fabbrica, appena ceduta a una multinazionale tessile. Devono rinunciare, per mantenere intatto il loro posto di lavoro, a sette minuti (sui 15 consentiti) di pausa pranzo ogni giorno: la decisione va ai voti. Il regista e attore Michele Placido trasporta questa storia vera in Italia, a Latina, e con 7 minuti [+leggi anche:
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(in selezione ufficiale all’11ma Festa del Cinema di Roma) offre un ritratto appassionato di undici donne sotto ricatto, una storia di diritti da difendere coi denti, ma anche un affresco del mondo del lavoro di oggi, che va ben oltre i confini della fabbrica. Perché nel dilemma di quelle operaie ci si possono riconoscere, di questi tempi, un po’ tutti: che cosa si è disposti a fare pur di lavorare?

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Sette minuti sembrano niente, rispetto alla prospettiva del licenziamento. Ne sono convinte le operaie del consiglio di fabbrica che devono votare sì o no a questa nuova condizione, a nome loro e di trecento colleghe che aspettano, sulle spine, di sapere se il giorno dopo avranno ancora un lavoro. Sono convinte tutte, tranne una. Così, mentre ai piani alti i dirigenti (tra cui lo stesso Placido) festeggiano sornioni la fusione aziendale, ai piani bassi va in scena un confronto serratissimo tra le ragioni del sì e del no. Ci sono le “anziane”, la donna incinta, le immigrate, la madre di famiglia col marito in cassa integrazione, la ragazza al suo primo impiego… ognuna con la propria storia, i propri bisogni, la propria disperazione.

Placido (Romanzo criminale [+leggi anche:
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, tra le sue tante regie) costruisce il film come un thriller psicologico, con suspense e colpi di scena: l’esito delle votazioni cambia di continuo. Una corsa contro il tempo (le protagoniste hanno poche ore per decidere) su una questione di tempo (i famigerati sette minuti) in cui alla fine non esiste torto o ragione, ma solo il coraggio di cambiare le cose. Perché se in quella stessa fabbrica trent’anni prima la pausa concessa era di 45 minuti, poi è scesa a 30, poi ancora a 15, e ora la si vorrebbe portare a 8… quale sarà la prossima rinuncia?

Il cast di attrici è stellare, e meritano di essere nominate tutte: Ottavia Piccolo, Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, le cantanti Fiorella MannoiaMaria Nazionale, Violante Placido, la francese Clemence Poesy, la svizzera Sabine Timoteo, Erika D’Ambrosio, la maliana Balkissa Maiga, Luisa Cattaneo, e la francese Anne Consigny nel ruolo dell’irrequieta dirigente della multinazionale. “Ho usato i volti delle attrici come fossero un paesaggio”, ha spiegato Placido, “puntando la camera – ne ho usate tre, anche quattro – su chi ascolta, il suo terrore, più che su chi parla”.

La divisione tra lavoratori italiani e stranieri (“Voi cominciate a conoscere la paura soltanto ora”, dice l’africana interpretata da Maiga, “io con una mano mangio, con l’altra lavoro”), la mancanza di fiducia in chi ci rappresenta (la portavoce è sospettata di doppiogiochismo) e la lotta per i diritti relegata alle vecchie generazioni (perché i giovani non sanno neanche cosa sono, i diritti), sono altrettanti temi sfiorati in questo film sulla dignità umana e il lavoro, un film forte, commovente, universale.

Ispirato dall’omonima opera teatrale di Stefano Massini (il suo Lehman Trilogy sarà portato in scena a Londra da Sam Mendes), 7 minuti è una coproduzione italo-franco-svizzera di Goldenart con Rai Cinema, Manny Films e Ventura Film. Dopo Roma, il film volerà al festival di Tokyo, uscirà nelle sale italiane il 3 novembre con Koch Media, e sarà presentato in Svizzera il 19 novembre, poi in Francia.

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