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FILM Italia / Francia / Stati Uniti

Monte, una sfida titanica a se stessi

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- Presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia 2016, il film dell’iraniano Amir Naderi è nelle sale italiane con ASAP

Monte, una sfida titanica a se stessi
Andrea Sartoretti in Monte

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di Amir Naderi, presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia e oggi finalmente nelle sale italiane con ASAP Cinema Network, è un film-allegoria allo stato puro, nel senso di un racconto che va interpretato diversamente dal suo significato apparente. La vicenda che vede protagonisti - in un tempo medievale non meglio definito - Agostino (Andrea Sartoretti), la moglie Nina (Claudia Potenza) e il figlio Giovanni (Zaccaria Zanghellini) è tutta rivolta al significato simbolico della montagna, archetipo che spazia tra filosofia, psicoanalisi e religione. 

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L’iraniano Naderi, newyorkese d’adozione, ha dato al cinema personaggi tenaci in situazioni estreme, come il ragazzo che desidera realizzare i suoi sogni nell’Iran post-conflitto di The Runner (1985), le tre donne che devono prendere in mano il loro destino in A, B, C... Manhattan (1997), l’eroe auto-sacrificale di Cut (2011), il giovane operaio che affronta la crisi economica americana nell’ottimo 99 Homes (2014, qui Naderi è lo sceneggiatore). In Monte, Agostino (come il santo Agostino d'Ippona, uno massimi pensatori cristiani) è un poverissimo abitante di un villaggio tra le valli del Friuli, che tutti stanno abbandonando a causa della natura avversa. Agostino ha appena perso una figlia, ma non vuole arrendersi: scende al villaggio per offrire le poche cose che ha da vendere, ma è respinto da tutti. Una scena chiave rivela l’abbandono del credo religioso da parte di un uomo che sta perdendo tutto. La sfida a quella montagna che toglie la luce e la vita alla sua casa e alla sua famiglia è una scelta obbligata. E folle. Agostino comincia a martellare titanicamente il monte immenso, scuro e minaccioso, in cui la sacra verticalità si fonde con la pesantezza della massa, luogo di potere in cui si realizza l’unione di cielo e terra, territorio dimora delle divinità. Ma se avessero ragione gli indiani pueblos interrogati da Carl Gustav Jung nell’affermare che “tutta la vita deriva dalle montagne”, allora quella di Agostino sarebbe una sfida non a Dio ma a se stesso, una rinuncia rabbiosa alla conoscenza di sé.

Amir Naderi azzera i dialoghi e riduce al minimo la narrazione per concentrare la forza visionaria del film nel simbolo, dando al sound design (di cui è responsabile con sceneggiatura e montaggio) un ruolo preponderante, espresso nei profondi e incessanti barriti provenienti dalle viscere del monte.

Monte, primo film realizzato in Italia dal regista iraniano, si avvale della direzione della fotografia di Roberto Cimatti. E’ una produzione a maggioranza italiana (Citrullo International, Zivago Media) in compartecipazione con gli Stati Uniti (Cineric), in coproduzione con la Francia (Ciné-sud Promotion) e KNM in collaborazione con Rai Cinema e con il sostegno del MiBACT Dg Cinema, IDM Film Commission dell'Alto Adige e Film Commission del Friuli Venezia Giulia

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