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BLACK NIGHTS 2016 Concorso Opere Prime

Home Is Here: il legame di due anime perdute

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- Il film dell’austriaca Tereza Kotyk, storia di due personaggi che non si incontrano mai di persona ma instaurano uno strano legame, ha avuto la sua anteprima internazionale al Black Nights di Tallinn

Home Is Here: il legame di due anime perdute
Stipe Erceg in Home Is Here

Home Is Here della regista austriaca di origine ceca Tereza Kotyk ha avuto la sua anteprima internazionale nella Competizione Opere Prime del Black Nights Film Festival di Tallinn. Il dramma formalista narra la storia di due personaggi che non si incontrano mai di persona, ma che formano uno strano legame.

La ventenne Hannah (Anna Aström) torna nella sua città natale di Innsbruck a vivere con la madre e il fratellino, che accompagna a scuola tutti i giorni. Non scopriamo mai cosa - di preciso - le sia successo, ma sta chiaramente cercando di venire a patti con il suo passato, scrivendo versi poetici su post-it. Max (Stipe Erceg), d'altra parte, è un uomo d'affari taciturno, che vive in una villa stranamente impersonale e modernista. Va a lavoro ogni giorno, e ogni tanto fa una corsa o un giro in bicicletta con un amico nella natura che circonda Innsbruck.

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Un giorno, mentre Max è al lavoro, Hannah entra a casa sua, esitante in un primo momento, e poi inizia a tornarci ogni giorno, lasciando segni della sua presenza. Accende il riscaldamento, mangia le sue praline costose, mette i bicchieri a testa in giù e guarda la sua scatola di ricordi personali in cui trova le foto della sua ex amante, una famosa fotografa. Max sembra incuriosito da quest'intruso che irrompe nell'ordine calcolato della sua casa di vetro e acciaio, e trova addirittura una nota che dice, "(Io) non ho paura".

È un legame insolito quello che questi due solitari formano tramite i messaggi di Hannah. Sebbene la Aström sia svedese, Hannah è chiaramente un alter ego della regista, e non solo per via delle sue origini ceche. Lo stile visivo del film segue la sensibilità poetica della sua protagonista. La macchina da presa si sofferma spesso sull'aspetto della casa, con le immagini della direttrice della fotografia Astrid Heubrandtner che evocano la sensazione sintetica delle superfici, e che mostrano Hannah mentre odora e tocca ciò che la circonda, oltre che osservarlo. Un forte sostegno all'espressione della sensibilità dei personaggi viene dalla musica melodica ed enfatica del pianoforte della compositrice ceca premio Oscar Markéta Irglová.

Il tema universale e complesso della casa è affrontato piuttosto letteralmente, e per fortuna non ampliato nei dialoghi in termini filosofici inutili. Per tutto il film, i personaggi sembrano essere impegnati in una ricerca emotiva della sensazione di ritorno a casa, e alla fine, potrebbero anche trovarla. I movimenti dei personaggi sono ripetuti più e più volte, stabilendo la routine quotidiana e la lenta progressione del loro rapporto.

Con una trama assai scarna, la Kotyk riesce a mantenere una sottile suspense, sebbene i misteri irrisolti del background dei due personaggi possano lasciare lo spettatore frustrato. La bella casualità del (non-)incontro contiene una sorta di giocosa malinconia simile a quella di Charlotte e Bob in Lost in Translation. E anche se la curiosa premessa della storia avrebbe potuto portare ad un film molto più grande, come opera prima, mostra un bel tratto distintivo. Rimane con lo spettatore e gli fa desiderare un futuro felice per questi due personaggi - e per il prossimo film della regista.

Home Is Here è prodotto dall'austriaca Kranzelbinder Gabriele Production.

In collaborazione con

 

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(Tradotto dall'inglese)

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