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BERLINALE 2017 Panorama

Centaur: un approccio onesto e semplice a temi senza tempo

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- BERLINO 2017: Il regista kirghizo Aktan Arym Kubat ha realizzato un film onesto, positivo sull’identità e l’appartenenza, ambientato in una comunità semplice

Centaur: un approccio onesto e semplice a temi senza tempo

Ecco un film che i festival ameranno: semplice, emozionale, senza pretese, pieno di positività e che non tenta di rispondere a domande di grande importanza, pur sfiorandole il necessario per offrire qualche spunto di riflessione. Diretto con mano leggera, umorismo e amore per il cinema, sarà percepito come una brezza nei programmi solitamente congestionati da difficili problemi sociali e tragici destini. E viene dal Kirghizistan, che farà la sua bella figura nella lista dei paesi rappresentati.

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Uno dei pochi registi dal paese i cui film riescono a emergere a livello internazionale, Aktan Arym Kubat porta il suo ultimo sforzo, Centaur [+leggi anche:
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, al Panorama della Berlinale sei anni dopo il trascurato Mother's Paradise, e sette anni dopo l’acclamato The Light Thief [+leggi anche:
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Ambientato in una piccola comunità di montagna fuori la capitale, Bishkek, Centaur segue il personaggio del titolo, interpretato da Kubat stesso, che crede pienamente nella relazione speciale che un tempo la gente nomade aveva con i cavalli. Ha una bella e devota moglie sordomuta e un figlio piccolo, ed era il proiezionista nel cinema del villaggio, ora chiuso. Il fratellastro di Centaur Karabay (Bolot Tentimyshov) è ricco e possiede cavalli da corsa. Quando uno dei suoi animali viene rubato, comincia una caccia al ladro: dapprima prende Sadyr (Ilim Kalmuratov), un uomo che in effetti ruba cavalli per sopravvivere – ma essendo una tradizione di famiglia di cui va orgoglioso, quest'ultimo sostiene che non romperebbe mai il codice d'onore prendendo un cavallo da corsa. E comunque, l'animale viene presto restituito, e il responsabile rimane a piede libero.

Questo è solo uno dei filoni narrativi del film; il più emozionante e coinvolgente riguarda in realtà il desiderio di Centaur di entrare in connessione più profonda con il figlio piccolo e impedirgli di diventare sordomuto come sua madre. Poi, c'è un gruppo di musulmani praticanti che vogliono che Karabay finanzi il loro viaggio alla Mecca. E ci sono anche intrighi e veri e propri pettegolezzi di paese, riguardo a Centaur che tradisce la moglie...

Il film tratta tutti questi aspetti con la stessa attenzione, e quando Kubat affronta alcuni temi come il rapporto tra l'influenza musulmana e la tradizione kirghiza, o come la vita della comunità sia regolata dagli anziani, ma è l'opinione di tutti a contare, lo fa con simpatia e amore evidente per i personaggi, e soprattutto per il suo eroe romantico.

L'ambiente pittoresco e in qualche modo esotico e gli splendidi paesaggi danno al film molto spazio per respirare, e al pubblico l'opportunità di godere, ridere, farsi emotivo e sentimentale, e lasciare il cinema in uno stato d'animo sollevato – anche se il finale non è del tutto felice.

Centaur è una coproduzione tra la kirghiza Oy Art, la francese ASAP Films, la tedesca Pallas Film e l’olandese Volya Films, con The Match Factory responsabile dei diritti internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)

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