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FILM Italia

Crazy for Football: il campionato più pazzo del mondo

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- Dopo l’anteprima alla Festa di Roma, il doc di Volfango De Biasi sulla nazionale italiana di pazienti psichiatrici arriva oggi nelle sale Unici e dal 23 febbraio con Istituto Luce Cinecittà

Crazy for Football: il campionato più pazzo del mondo

Lo avevamo lasciato appena due mesi fa a presentare Natale a Londra [+leggi anche:
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, ma il suo vero film natalizio era evidentemente un altro. Volfango De Biasi porta oggi in sala, dopo l’anteprima alla Festa di Roma lo scorso ottobre, un documentario che racconta una di quelle storie belle, emozionanti, che fanno bene al cuore: è Crazy for Football [+leggi anche:
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, “il mio personalissimo film di Natale”, conferma il regista, “perché racconta buoni intenti che pur tra tante difficoltà riescono a realizzarsi”. 

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Si parla di calcio e del campionato più pazzo del mondo, quello che vede impegnata la prima nazionale italiana di pazienti psichiatrici. De Biasi, che già nel 2004 aveva diretto un piccolo documentario sul calcio-terapia (Matti per il calcio), torna a seguire il lavoro dello psichiatra Santo Rullo per il reinserimento sociale dei malati mentali, e stavolta la missione è ambiziosa: partecipare ai mondiali per pazienti psichiatrici a Osaka, Giappone. Con un ex giocatore professionista come allenatore (Enrico Zanchini) e un campione del mondo di boxe come preparatore atletico (Vincenzo Cantatore), il progetto prende forma.

Si parte dalle selezioni per definire la rosa di 12 giocatori che parteciperanno al ritiro, e così cominciamo a conoscere le storie di questi uomini e le loro personalità borderline: c’è chi assume farmaci da quando era bambino, chi ha subito traumi, chi ha trascorsi con la droga, c’è persino un ex poliziotto della scorta del presidente Cossiga. Ma è soprattutto il gioco in campo a occupare i 75 minuti del film: gli allenamenti, gli schemi, la disciplina, la formazione di una squadra competitiva e motivata, sotto la direzione di uno Zanchini trascinante, appassionato, che tratta i suoi giocatori come normali professionisti e non fa sconti a nessuno.

E poi, nel febbraio 2016, il viaggio a Osaka. Il documentario si fa avvincente: incontriamo le altre squadre, i loro omologhi dal Perù e dal Giappone, seguiamo una partita dopo l’altra, esultiamo a ogni goal. I problemi, certo, non mancano, c’è qualche scontro, qualche defezione, ma il tutto è raccontato con la leggerezza delle storie di sport, perché “non è detto che per fare sociale si debba mettere in mostra unicamente il tragico e rimestare nel senso di colpa collettivo”, precisa De Biasi. Nessuna compassione, “qui il malato psichiatrico esce dal suo isolamento per vivere un’emozione sognata da tanti: vestire la maglia della Nazionale”, e il momento in cui vengono consegnate a ciascun giocatore le tute ufficiali della Figc emoziona anche lo spettatore.

Una storia bella e importante che abbatte le barriere, celebra lo sport come medicina (molti dei pazienti hanno effettivamente ridotto l’assunzione di farmaci) e che non finisce qui. Crazy for Football è infatti un progetto molto più ampio: “Ora l’obiettivo è organizzare il mondiale a Roma nel 2018”, afferma il regista, “per questo facciamo appello a istituzioni e sponsor”. Nel 2020 è già previsto in Perù e nel 2022 in Qatar, dove ci si metterà in pari col mondiale “ufficiale”; poi, si tenterà di organizzarlo ogni quattro anni e nelle stesse città, un po’ come le Paralimpiadi. Il campionato più pazzo del mondo è ormai una realtà. 

Prodotto da SkyDancers con Rai Cinema, in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e con il sostegno del Mibact e della Roma Lazio Film Commission, Crazy for Football esce oggi come evento speciale in 44 sale del circuito Unici, e da giovedì 23 febbraio sarà distribuito nei cinema da Istituto Luce Cinecittà.

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