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TRIBECA 2017

Ice Mother: freddo, ma felice

di 

- Il tenero dramma familiare di Bohdan Sláma, in concorso al Tribeca Film Festival, mostra che si può dare una svolta alla propria vita a qualsiasi età

Ice Mother: freddo, ma felice
Zuzana Kronerova e Pavel Novy in Ice Mother

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, il commovente dramma familiare del regista ceco Bohdan Sláma attualmente in competizione al Tribeca Film Festival, mostra che non è mai troppo tardi per prendere in mano e decidere di cambiare la propria vita. Il film racconta la storia di Hana, vedova ceca originaria di Praga meravigliosamente interpretata da Zuzana Kronerova. Il personaggio è un modello per tutti coloro che, superata la soglia della terza età, si sono rassegnati alla solitudine o a ruotare come satelliti attorno ai membri più giovani della famiglia.

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Hana incarna la quintessenza della nonna dell’est Europa: la vediamo con la borsa della spesa sottobraccio mentre dispensa dettagli sul prossimo pasto di famiglia. Vive ancora nella spaziosa villa che un tempo ha condiviso con il defunto marito, e il culmine della settimana è per lei il pranzo di sabato con i due figli, le loro mogli e i nipoti. Autentici monumenti di egoismo, i figli non perdono occasione per trattare Hana come un’appendice ormai obsoleta della famiglia, e la sua eccellente cucina, le sue parole gentili e la sua saggezza non le impediscono di essere percepita come una seccatura appena tollerabile. L’aspetto più triste di questa prima parte di film è che Hana stessa crede a questa percezione e cerca di rendersi invisibile all’interno della famiglia. 

Ma non è mai troppo tardi per dare una svolta. La sceneggiatura, scritta da Sláma, imprime all’esistenza di Hana una vera e propria rivoluzione con l’irrompere sulla scena di Brona (Pavel Novy), un anziano seduttore dal cuore fragile, che la donna aiuta quando quest’ultimo resta senza fiato in un fiume gelato. Brona vive all’aria aperta, in un camper decrepito, e ama nuotare in acque gelide. Egli esprime la gratitudine nei confronti di Hana offrendole le uova appena deposte dalle galline che tiene del retro del camper. A poco a poco, qualcosa cambia nello sguardo di Hana: forse la vita ha in serbo per lei più di una noiosa manciata di giornate ad attendere un sabato stressante e due figli che battibeccano da un capo all’altro della tavola.

È facile affezionarsi ai protagonisti di Ice Mother, perché ci sembrano subito familiari. Ciascuno di noi conosce almeno una Hana e un Brona e ognuno può rispecchiarsi nelle sfide raccontate nel film. Sláma cala con intelligenza i suoi personaggi in mezzo a elementi convincenti, casuali e rasenti l’assurdo (ad esempio quando nelle scene con protagonista una gallina gelosa), dimostrando che a qualsiasi età si possono mettere in discussione le opinioni che gli altri hanno di noi e interrogarsi con sincerità sulla propria identità. Una risposta onesta può risolvere la metà del problema. Altro merito della storia è rappresentato dal fatto che Hana non si accontenta di restare un satellite e scegliere un pianeta migliore attorno al quale orbitare, ma diventa lei stessa pianeta. 

La pellicola sembrerebbe strizzare l’occhio alle generazioni più anziane come pubblico di riferimento, ma Sláma punta a più di un bersaglio. Ice Mother, infatti, pur restando talvolta impigliato nei toni del dramma familiare, e malgrado rappresenti l’egoismo dei due figli in modo esagerato e poco convincente, ha molto da offrire a tutte le generazioni ed invita l’intera famiglia nel suo universo fatto di avventura e comprensione.  

D’altra parte, mettendo in discussione l’immagine che si ha di se stessi, il film potrebbe sollecitare una sana conversazione tra i membri della famiglia, dove troppo spesso si coltivano impressioni semplicistiche e generalmente sbagliate dei rapporti tra le diverse generazioni. Certamente, gli spettatori più giovani potrebbero distogliere lo sguardo di fronte alla scena in cui due timidi Hana e Brona fanno l’amore come se fosse la prima volta, ma tutti ricorderanno una delle più tenere battute portate quest’anno sul grande schermo: “ho freddo”, dice Hana uscendo dall’acqua gelata. “Sì, ma sei felice”, risponde Brona avvolgendola in uno spesso asciugamano.

Ice Mother è una coproduzione tra Negativ Film Productions, Artileria e Why Not Productions, e verrà rappresentato a livello internazionale da The Match Factory.

(Tradotto dall'inglese)

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