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VENEZIA 2017 Fuori concorso

Victoria & Abdul: la rabbia del Raj britannico

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- VENEZIA 2017: L'ultima commedia del regista inglese Stephen Frears, con Judi Dench nei panni di una Regina Vittoria burbera e poco raffinata, è stato proiettato fuori concorso a Venezia

Victoria & Abdul: la rabbia del Raj britannico
Judi Dench e Ali Fazal in Victoria & Abdul

Presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia, Victoria & Abdul [+leggi anche:
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è una grande commedia sull'improbabile amicizia tra la Regina d'Inghilterra e un ecclesiastico indiano nel 1887. La Regina Vittoria, nella commedia di Stephen Frears interpretata da Judi Dench, è annoiata dalla sua vita. Il marito Albert è morto da 30 anni e lei preferisce starsene a letto piuttosto che rispettare la litania dei doveri ufficiali. Oltre ad essere una brontolona, questa regina è molto poco raffinata e mangia addirittura con le mani.

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Dench ha già lavorato con Frears in Philomena [+leggi anche:
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(2003), e ha anche già vestito i panni della Regina Vittoria in Mrs Brown, di John Madden, un film del 1997 sulla controversa relazione con il servo scozzese John Brown. Passati due decenni, anche se non sembra possibile, l'attrice ritorna ad interpretare il ruolo di Vittoria. 

Stranamente, Frears non lega Sua Maestà alle atrocità commesse nel suo nome, in giro per il mondo. Nel dipingere la regina come un'eroina liberale che diventa amica con gente di altre culture, il film mette completamente da parte l'autorità coloniale di Vittoria. Con tali premesse, inevitabilmente il tono del film sarà quello di una commedia leggera, lontanissima dalle riflessioni sociali che invece erano centrali nei capolavori di Frears, The Queen [+leggi anche:
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e My Beautiful Laundrette.

L'ultima discutibile scelta di Vittoria in fatto di amici crea scandalo a corte perché si tratta di un indiano musulmano. Il giovane, barbuto e avventuroso Abdul (Ali Fazal) compare all'inizio mentre prega, con il Taj Mahal in lontananza, prima di venire strappato al suo incarico di chierico della prigione per andare a consegnare una moneta cerimoniale – il Mohar – alla regina; proprio lui è chiamato a questo incarico in quanto uomo più alto di Agra: e questa è solo la prima delle stranezze britanniche che colmano questa farsa reale.

Nella prima parte, mentre si sviluppa il rapporto di questa strana coppia, il film colpisce nel segno, soprattutto grazie all'ironica performance dell'attore comico Adeel Akhtar, che interpreta Mohammed, costretto a recarsi contro la sua volontà nella gelida Inghilterra. A lui non spetta solo il ruolo di spalla comica di Abdul, ma anche quello di veicolare informazioni al pubblico, spiegando ad esempio che gli indù scrivono in sanscrito e parlano hindi, mentre i musulmani indiani parlano urdu e scrivono in arabo. Quando la coppia indiana arriva a Buckingham Palace, diventa una specie di Pincopanco e Pancopinco, con i loro commenti irriverenti sugli inglesi e sull'ipocrisia e la barbarie dei coloni.

Se solo il film avesse continuato su questa strada... Una volta che la Regina Vittoria rimpiazza Mohammed nella compagnia di Abdul, il film diventa un vuoto esercizio sul valore, fatto perché coincidesse con il 70° anniversario della fine del Raj britannico. Ci sono anche personaggi secondari meno interessanti, come il figlio della regina, Bertie, Principe di Galles, pantomimicamente interpretato da Eddie Izzard, che vuole che Abdul se ne torni in India. In questo momento, cambia anche il punto di vista, che passa dalla prospettiva di Abdul a quella, molto meno interessante, della monarca dell'impero britannico.  

Universal Pictures International Sales Ltd gestisce le vendite di questo film britannico prodotto da Focus Features, BBC Films, Perfect World Pictures e Cross Street Films.

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(Tradotto dall'inglese)

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