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VENEZIA 2017 Concorso

Hannah, la vita è una balena spiaggiata

di 

- VENEZIA 2017: Charlotte Rampling è la protagonista del dramma di Andrea Pallaoro, al suo secondo film dopo Medeas, nella sezione Orizzonti di Venezia quattro anni fa

Hannah, la vita è una balena spiaggiata
Charlotte Rampling in Hannah

Un lungo assolo di Charlotte Rampling. Questo è Hannah [+leggi anche:
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, coproduzione tra Italia Belgio e Francia in concorso alla Mostra di Venezia firmata da Andrea Pallaoro, che era stato al festival quattro anni fa in Orizzonti con il suo film di debutto Medeas [+leggi anche:
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. Icona dalla bellezza raffinata e inaccessibile, l'attrice britannica si esibisce nel film in una magnifica performance trattenuta ma non teme di mostrare il suo corpo nudo di 71enne.  

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La storia, che il regista ha tratto dalla cronaca per poi trasformarla in sceneggiatura, ci viene svelata lentamente, con piccoli elementi che compongono un tragico puzzle. Siamo in Belgio, e seguiamo Hannah far colazione con il marito (André Wilms) per poi accompagnarlo in carcere. Poi andare a lezione di recitazione, una attività alla quale la donna si aggrappa con tenacia. Infine costretta ad andare a far le pulizie a casa di una ricca famiglia con un bambino non vedente che ha con Hannah un bellissimo rapporto.  La donna si muove come se non volesse farsi notare dal mondo al quale è legata ormai da un unico sottilissimo filo: la speranza che il marito sia innocente. Lo va a trovare in carcere, lui proclama la sua estraneità e dice di non poter sopravvivere in quel posto. Un giorno qualcuno bussa alla porta, Hannah non apre: è la mamma di un bambino abusato che attraverso la porta le urla "non ti vergogni?". Capiamo quale sia l'accusa che grava sull'uomo. A denunciarlo è stato lo  stesso figlio, che vive in periferia con la famiglia e non vuole più saperne dei genitori. Quando Hannah prova a portare la torta di compleanno al nipotino, viene respinta sulla soglia di casa. La sua vita crolla quando scopre le prove della responsabilità del marito, al quale è stata a fianco per 45 anni. Curiosamente Hannah è attratta dalla notizia di un capodoglio spiaggiato ad Ostenda di cui le autorità non sanno sbarazzarsi. Va su quella spiaggia ad osservare la metafora della sua esistenza: un cetaceo che si è arenato. 

Nonostante la drammaticità della vicenda, si stenta però a entrare in empatia con la protagonista. La regia di Pallaoro infatti si mantiene distante e raffredda volutamente le emozioni grazie anche ad un sofisticato apparato autoriale tipico del cosiddetto "film da festival": dialoghi ridotti all'osso, macchina da presa fissa su lunghe sequenze, fotografia gelida. Questo approccio esalta l'ennesima magnifica prova di un'attrice di culto, definita The Look per gli occhi verdi, magnetici e tristi. 

Hannah è prodotto da Partner Media Investment, Left Field Ventures, Good Fortune Films, Rai Cinema, To Be Continued, con il contributo del MiBACT, in associazione con Solo Five Productions, Lorand Entertainment, Take Five, TF1 Studio, con il sostegno di Fondo Lazio Cinema International, Fédération Wallonie-Bruxelles, Eurimages, Creative Europe Media Development. Le vendite estere sono curate da Tf1 Studio. Uscirà in Italia con I Wonder Pictures e in Francia con Jour2fête.

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