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TORONTO 2017 Wavelengths

Recensione: Caniba

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- TORONTO 2017: Lucien Castaing-Taylor e Véréna Paravel documentano la vita quotidiana di un vero cannibale reinserito nella società

Recensione: Caniba

Dopo essersi aggiudicato il Premio Speciale della Giuria del concorso Orizzonti della Mostra di Venezia, Caniba [+leggi anche:
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è stato accolto nella sezione Wavelengths del Festival di Toronto, dove ha avuto a sua prima nordamericana. Il nuovo documentario della coppia di antropologi Lucien Castaing-Taylor e Véréna Paravel farà accapponare la pelle ai suoi spettatori, poiché Caniba conferma l’esistenza di cannibali al giorno d’oggi.

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Nel 1981 un giapponese di 32 anni di nome Issei Sagawa è diventato famoso per aver assassinato e divorato una delle sue compagne di classe di Letteratura Comparata alla Sorbonne di Parigi. Respinto dalla sua amica olandese quando le confessò il suo amore, Sagawa la uccise con un colpo di pistola e si nutrì della sua carne fino a quando la polizia francese non lo scoprì. Nonostante la singolarità del crimine, Sagawa tornò in libertà dopo pochi anni di prigione. Tre decenni dopo, i registi dell’eccezionale Leviathan [+leggi anche:
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si sono installati nella casa dove vive con suo fratello per mostrare al mondo la vita quotidiana di un cannibale.

La prodigiosa straordinarietà di Caniba risiede nell’approccio antropologico osservazionale che mantengono gli autori sin dall’inizio del film. Castaing-Taylor e Paravel conducono l’intervista all’antropofago evitando che lo spettatore ascolti quello che più desidera sapere, ossia i dettagli scabrosi del fatto. I cineasti si interessano alla sua infanzia, così come ai suoi gusti e hobby recenti perché sanno che le risposte a queste domande apparentemente semplici tradiranno la sua psicopatia. Sdraiato sul letto e muovendo poco più delle labbra, il cannibale paralitico ammette di essere ossessionato dai personaggi della Disney e i peluche.

Le sequenze delle interviste al cannibale e a suo fratello sono state girate seguendo l’estetica della loro ultima opera sperimentale Somniloquies, presentata nella sezione Forum della precedente edizione della Berlinale. Si tratta di primi piani (la maggior parte sfocati dovuti a uno zoom iper accentuato) che si perdono nell’ondeggiare della camera a mano. Nel loro tentativo di rintracciare le ultime vestigia di umanità nel corpo e la mente del cannibale, Castaing-Taylor e Paravel indagheranno nei film artigianali girati dallo stesso Sagawa una volta tornato in libertà. Tuttavia, nei film non troveremo segnali di pentimento, bensì una mostruosa vanagloria.

Caniba è prodotto da Norte Productions. Elle Driver si occuperà delle vendite internazionali.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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