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The Reports on Sarah and Saleem: l'equilibrio del potere a Gerusalemme

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- Il secondo film di Muayad Alayan è un intenso dramma coniugale vincitore del Premio del Pubblico Hubert Bals Fund al Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam

The Reports on Sarah and Saleem: l'equilibrio del potere a Gerusalemme
Sivane Kretchner ed Adeeb Safadi in The Reports on Sarah and Saleem

Gerusalemme era stata al centro del conflitto israelo-palestinese molto prima che il presidente Trump complicasse ulteriormente la situazione. Il furore esploso quando il presidente Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele serve a rendere più vitali e veritieri gli eventi nel secondo film di Muayad AlayanThe Reports on Sarah and Saleem [+leggi anche:
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, proiettato in concorso al Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam, vincendo anche il Premio del Pubblico Hubert Bals Fund, mostra una città dove le comunità coesistono e in cui il potere e l'influenza sono esercitati da una forza che domina sull'altra.

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Con un'eccellente sceneggiatura del fratello del regista, Rami Alayan, che ha vinto il Premio Speciale della Giuria all'IFFFR, The Reports on Sarah and Saleem è un dramma intelligente che svela sapientemente la relazione sessuale tra gli adulteri Sarah (Sivane Kretchner), proprietaria di un caffè ebraico, e Saleem (Adeeb Safadi), un fattorino arabo, in un thriller dalle implicazioni politiche e sociali. I rispettivi coniugi vengono informati dell'inganno dopo che Saleem e Sarah litigano a Betlemme e le conseguenze di questa scaramuccia fanno di Saleem l'obiettivo delle forze di sicurezza israeliane.

Il passaggio dalla tresca alle conseguenze vede anche lo spostamento del punto di vista del film da Sarah e Saleem verso i loro coniugi, l'ufficiale dell'esercito israeliano David (Ishai Golan) e Bisan (Maisa Abd Elhadi), incinta. Le reazioni degli sposi sono un affascinante equilibrio tra il dolore e la lealtà, mentre vengono a patti con il modo in cui la pubblicità intorno alla relazione influenzerà le loro vite e carriere. C'è sia amore che odio nelle loro reazioni. La natura teatrale della sceneggiatura, in cui si ritrovano le tracce del maestro iraniano Asghar Farhadi, fa affidamento sul fatto che gli attori sono al meglio delle loro possibilità e i quattro protagonisti, oltre ad Hanan Hillo che interpreta l'avvocato di Saleem, Maryam, offrono prestazioni sfumate che contribuiscono a portare la storia in direzioni inaspettate.

Intrigante almeno quanto la trama, è l'immagine dipinta di Gerusalemme, una città in cui il potere amministrativo è nelle mani delle forze israeliane che possono inventare false accuse quando fa comodo. Sarah tiene la chiave del destino di Saleem e non è certo un caso che, nel loro lavoro, Saleem sia il fattorino della sua attività di successo. L'equilibrio del potere è evidente ovunque. Bisan, nella sua lotta per la giustizia per il marito, è dipendente dalla buona volontà degli altri, ma un contrappunto è che David affronta le conseguenze sulla carriera del tradimento della moglie. È uno scenario vorticoso che ricorda il cinema di Sydney Pollack. Questo è un film che sicuramente verrà proiettato in molti festival e troverà ovunque il consenso del pubblico.

The Reports on Sarah and Saleem è una coproduzione palestinese-olandese-tedesco-messicana finanziata con il sostegno dell’Hubert Bals Fund e il World Cinema FundHeretic Outreach gestisce le vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandra Boni)

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