email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

BERLINALE 2018 Forum

Recensione: Infinite Football

di 

- BERLINO 2018: L'ingannevole documentario di Corneliu Porumboiu sul calcio è in realtà una discussione calzante su una certa prospettiva della vita

Recensione: Infinite Football

Il regista rumeno Corneliu Porumboiu sembra preferire Cannes per presentare i suoi film di finzione e la Berlinale per i suoi documentari: quattro anni dopo che il suo doc ultra minimalista The Second Game [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
è stato proiettato al Forum, il campione della New Wave rumena torna a un soggetto simile con Infinite Football [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
, un documentario sfaccettato e intrigante sia sul calcio che sull’avere una prospettiva stoica della vita.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)
series serie

Il protagonista del film è Laurenţiu Ginghină, un impiegato di Vaslui, la città natale di Porumboiu, il cui passato "rivoluzionario" è esplorato nell'eccellente film d'esordio del regista, A est di Bucarest [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Corneliu Porumboiu
intervista: Daniel Burlac
scheda film
]
. Incontriamo Ginghină nella primissima scena, in cui l'uomo di mezza età racconta al regista (che compare nell'inquadratura) la storia di come un incidente durante una partita di calcio abbia distrutto sia il suo piede che i suoi sogni nel 1986. Lo sfortunato evento ha avuto conseguenze a lungo termine sulla vita di Ginghină ed è diventato l’origine di un hobby particolare: la reinvenzione del calcio, con nuove regole che rendessero il popolare sport meno violento e più spettacolare.

Ma ciò che può sembrare a prima vista (almeno per un fanatico del calcio) "eresia", o il calcolo di un uomo frustrato il cui incidente lo ha reso incapace di avvicinarsi a una palla, improvvisamente e inaspettatamente diventa qualcosa di più. Il calcio è solo un pretesto per una discussione più attenta sul cambiamento, le avversità, la perseveranza e la continua rinegoziazione di ciò che è possibile e ciò che non lo è. È una prospettiva piuttosto fresca e stimolante sulla vita, una meditazione sulla sua perfettibilità, sul prendere qualcosa di brutto e trasformarlo in qualcosa di buono.

Con conversazioni che possono facilmente passare dai supereroi americani e dai sogni degli immigrati a significati più profondi di termini cristiani come "punizione" e "pentimento", Infinite Football gioca con lo spettatore, provocando una reazione. In questo caso, la bellezza è davvero negli occhi di chi guarda: per alcuni spettatori meno inclini a giocare e a capire, il documentario potrà sembrare un discorso piuttosto noioso sul calcio. Ma per molti altri, la storia di Ginghină e la sua prospettiva funzionale potrebbero richiedere una ritrattazione di cosa consideriamo un dato nella vita. "Questo è il calcio", dicono molti, mentre Ginghină dice: "Beh, forse non lo è". Questa visione può facilmente essere applicata a ogni aspetto della nostra esistenza, da ciò che diamo per scontato a ciò che consideriamo impossibile cambiare.

Infinite Football fa pensare a un altro documentario rumeno recente, Planet Petrila [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
di Andrei Dăscălescu, in cui due uomini diversi, un minatore, Cătălin Cenuşă, e un artista, Ion Barbu, lottano contro la decisione aberrante delle autorità di demolire la miniera di carbone nella città di Petrila, un luogo che è stato la spina dorsale della città per secoli. All'impressionante esempio di civismo di Cenuşa e Barbu, Ginghină aggiunge uno strato filosofico flessibile che può essere allungato... all'infinito.

Infinite Football è prodotto dalla società di Porumboiu 42 KM Film. Il film è gestito a livello internazionale da MK2 Films, e uscirà in Romania il 9 marzo con Voodoo Films.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy