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VILNIUS 2018

Recensione: The Ancient Woods

di 

- Nel film di chiusura del Vilnius Film Festival, Mindaugas Survila punta i riflettori su una delle più antiche foreste rimaste in Europa

Recensione: The Ancient Woods

Già descritto dai suoi creatori come un "poema documentario", il secondo film di Mindaugas Survila dopo The Field of Magic – vincitore del Silver Crane Award dell'industria lituana come miglior documentario mostra che Lav Diaz non ha il monopolio del cinema lento. Tale termine può, in realtà, significare cose diverse per persone diverse, e per questo biologo diventato regista, ha chiaramente qualcosa a che fare con una pazienza quasi sovrumana: in quasi dieci anni in lavorazione, The Ancient Woods [+leggi anche:
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, film di chiusura del Vilnius Film Festival, spesso richiedeva settimane per ottenere l’inquadratura giusta.

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Fortunatamente, ne è valsa la pena. Completamente privo di quella narrazione onnisciente, solitamente di stampo britannico, che ci si aspetta da qualsiasi film che descriva la natura, The Ancient Woods ha una qualità quasi meditativa. Il tempo non è chiaramente un problema qui, poiché tutto si svolge quasi al di là di esso, con le stagioni che si fondono senza interruzioni l'una con l'altra con l'aiuto del famoso montatore e collaboratore abituale di Sergei Loznitsa, Danielius Kokanauskis. Per non parlare del fatto che è quasi impossibile, a volte, dire quello che stiamo guardando – un altro rituale di accoppiamento o forse un battibecco violento. Ciò non fa che aumentare il suo fascino e lo allontana ulteriormente dalla prevedibilità sicura, ma estremamente noiosa, di produzioni simili.

Senza un punto chiaro da fare o una teoria da dimostrare, Survila si avvicina il più possibile e... osserva. Non si limita a nessun particolare soggetto, finendo per osservare il nido di una cicogna o la lotta di un ragno sommerso dalla neve con uguale piacere e fascino. Girando in una delle ultime foreste rimaste del suo genere in Lituania, dimostra che è ancora praticamente una terra di nessuno (anche se non si può fare a meno di chiedersi per quanto tempo), a tal punto che quando un visitatore anziano compare all’improvviso, apparentemente dal nulla, sembra immediatamente un intruso. E, vista la velocità con cui tali luoghi stanno scomparendo dalle nostre mappe, probabilmente lo è.

Il che non vuol dire che non ci si possa identificare con alcune delle lotte qui presentate, in quanto il regista lituano riesce a trovare drammi coinvolgenti e, soprattutto, umorismo in quasi tutte le interazioni che si svolgono nella foresta. I corvi rubano prevedibilmente la scena, dato che la loro disperata lotta per il cibo provoca alcune reazioni sgarbate ma molto divertenti, tuttavia Survila presta attenzione anche al più piccolo dei suoi abitanti, facendo alcune scelte visive molto interessanti, come ad esempio il distogliere lo sguardo quando la violenza si rivela troppo pesante, tuffandosi sott'acqua o mostrando un banchetto forsennato al rallentatore. Il Marco Ferreri di La grande abbuffata sicuramente apprezzerebbe.

Prodotto da Mindaugas Survila, Gintė Zulytė e Radvilė Šumilė, cui si deve anche Woman and the Glacier [+leggi anche:
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, la vera scoperta dell’edizione dell’anno scorso, The Ancient Woods è co-prodotto da ma.ja.de (Germania) e VESILIND OÜ (Estonia). Il film è stato in parte finanziato dal Lithuanian Film Centre ed è stato realizzato col supporto del programma dell’Unione europea Europa Creativa – MEDIA.

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(Tradotto dall'inglese)

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