email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

CINEMA JOVE 2018

Recensione: Casi 40

di 

- Con quattro attori, un furgone, qualche canzone e diverse librerie di provincia, David Trueba costruisce un delizioso, divertente e un po’ amaro road movie

Recensione: Casi 40
Fernando Ramallo e Lucía Jiménez in Casi 40

Può sembrare un cliché, ma a volte il miracolo cinematografico avviene con elementi minimi. Casi 40 [+leggi anche:
trailer
intervista: David Trueba
scheda film
]
, settimo lungometraggio di finzione di David Trueba ne è un esempio: ha riunito due attori – Lucía Jiménez e Fernando Ramallo, con cui lavorò al suo film d’esordio La buena vida –, li ha messi su un furgone e li ha portati a visitare le librerie di alcune città dell’hinterland spagnolo. Poi ha condito questo viaggio con canzoni stupende, che interpreta la protagonista, e con dialoghi brillanti, fantasiosi e molto spiritosi, non privi di profondità, riflessione e critica, scritti dallo stesso regista. Il film è stato presentato in anteprima mondiale all'ultimo Festival di Málaga - Cine en Español, ed è ora proiettato al Festival Cinema Jove di Valencia prima della sua uscita nelle sale spagnole questo venerdì.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)
series serie

Il vincitore del Goya al miglior regista nel 2013 per La vita è facile ad occhi chiusi [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
(film che ha vinto altri cinque premi dell’Accademia del Cinema Spagnolo, incluso quello al miglior film), opta qui per la libertà totale realizzando uno dei suoi film migliori. Casi 40, autoprodotto e senza televisioni a sostegno della sua gestazione, è stato girato in pochi giorni, percorrendo città della Spagna centrale e creando all’interno della squadra tecnico-artistica un clima quasi familiare. Questa vicinanza, intimità e autenticità sono percepibili in ogni inquadratura e situazione di un film modesto, senza pretese, che arriva molto lontano quanto ad analisi, umorismo ed emozione.

Il soggetto è semplice: due vecchi amici si incontrano dopo due decenni con lo scopo di fare un tour di concerti che rilanci la carriera musicale di lei, con il supporto entusiastico di lui. Tutto qui. Ma come accade nella trilogia di Linklater (Prima dell'alba e i suoi seguiti), le conversazioni tra i personaggi centrali vanno tessendo una struttura tematica che tratta questioni che vanno dalla smania di riprendere carriere artistiche abbandonate, fino all'estrema idealizzazione del passato (il fardello nostalgico pesa sulla generazione a cui allude il film) e, quindi, dell'amore e il bisogno sociale di pulizia contro la corruzione imperante.

Trueba ha anche scritto insieme a Lucía Jiménez il tema musicale che dà il titolo al film: Casi 40. Questo e altri brani, interpretati dall'attrice, punteggiano tutto il film: grazie ad essi – non manca una versione di Señor Mostaza e un'altra della sorella di Lucía, Rebeca Jiménez – non solo si percepisce l'evoluzione della carriera della cantante protagonista, ma anche come il passare del tempo abbia lasciato un segno nei suoi testi, proprio come è successo con le esistenze di questi protagonisti, che non sono più, di gran lunga, quei sognatori adolescenti che comparivano, nel lontano 1996, in La buena vida.

Casi 40, il cui cast è completato, in ruoli secondari, da Vito Sanz e Carolina África, è un film di Buenavida Producciones, S.L. (che gestisce anche le vendite internazionali) e Perdidos G.C., S.L. La distribuzione del film è guidata da Avalon.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy