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VENEZIA 2018 Orizzonti

Recensione: La notte dei 12 anni

di 

- VENEZIA 2018: Álvaro Brechner introduce lo spettatore nelle celle della dittatura uruguaiana e nella mente di tre dei suoi ostaggi durante la loro lunga prigionia

Recensione: La notte dei 12 anni
Antonio de la Torre dans La notte dei 12 anni

Quanto può resistere più o meno integro un essere umano? Questo si chiede il regista uruguaiano, residente a Madrid, Álvaro Brechner, nel suo terzo lungometraggio, La notte dei 12 anni [+leggi anche:
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, tratto dal libro Memorias del calabozo, scritto da Mauricio Rosencof e Eleuterio Fernández Huidobro, che, insieme a José “Pepe” Múgica, hanno percorso, dal 1973, e per il periodo di tempo indicato nel titolo, più di quaranta celle durante l’infausta dittatura militare subita dall'Uruguay. Il film è presentato in anteprima mondiale nella sezione Orizzonti della 75a Mostra del cinema di Venezia.

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Con Chino Darín, Alfonso Tort (che torna a lavorare con Brechner dopo aver partecipato alla sua opera prima, Mal día para pescar [+leggi anche:
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) e Antonio de la Torre nei panni dei tre protagonisti, e Silvia Pérez Cruz, Soledad Villamil e César Troncoso in ruoli secondari, il film si basa sulla soggettività per mostrare come le vittime di questa brutalità siano riuscite, grazie a perseveranza, fantasia e coraggio, a sopravvivere alla privazione della libertà, dei sentimenti e della dignità. Per far ciò, utilizzando un montaggio che unisce il reale con l'immaginario e un suono enfatizzato dall'assenza di luce, Brechner riesce a fare in modo che il pubblico sperimenti questa discesa agli inferi della disumanità senza perdere la speranza nella libertà e nella vita.

Nonostante i momenti difficili, il regista di Mr. Kaplan [+leggi anche:
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apre le porte all'umorismo – kafkiano –, una delle armi che questi prigionieri politici usavano per mantenere a galla il loro umore. Inoltre, attraverso il montaggio che combina realtà e pazzia, l'ovvio e l’immaginario, sono descritti quei momenti vicini alla follia che quegli uomini hanno sofferto durante la loro crudele prigionia: una camera nervosa e a spalla si alterna con un'altra perfettamente statica che mette in contrasto la barbarie che subiscono questi uomini con l'armonia cui anelano. Il realismo e l'espressionismo si mescolano in un incubo di luce e oscurità, rumore e silenzio.

A livello fotografico, Brechner, con la complicità del cameraman Carlos Catalán (Desert Dancer), ha confessato a Cineuropa di essere stato ispirato dal fumetto Arkham Asylum: A Serious House on Serious Earth, illustrato da Dave McKean: certamente, il grande lavoro sull’immagine, il montaggio e il suono, insieme alla lodevole performance dei suoi tre attori principali, rendono la claustrofobia, la crudeltà e il maltrattamento di La notte dei 12 anni percepibile sia a livello fisico che mentale.

La notte dei 12 anni, con la colonna sonora di Federico Jusid (Loving Pablo [+leggi anche:
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), le canzoni di Silvia Pérez Cruz (Cerca de tu casa [+leggi anche:
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), e girato tra la Spagna e l’Uruguay, è una coproduzione tra Tornasol e Alcaravan AIE (Spagna), Haddock Films e Aleph Media (Argentina), Manny Films (Francia) e Salado (Uruguay). Latido Films si occupa delle vendite internazionali.

 

(Tradotto dallo spagnolo)

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