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VENEZIA 2018 Concorso

Recensione: Peterloo

di 

- VENEZIA 2018: Mike Leigh ritorna con il suo film più costoso fino ad oggi che tuttavia manca di forza emotiva

Recensione: Peterloo

Vi è molto da ammirare in Peterloo [+leggi anche:
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di Mike Leigh, in concorso al Festival del Cinema di Venezia, essendo un film in costume ambientato nel XIX secolo che riesce ad informare bene sul clima sociale che portò nel 1819 al Massacro di Peterloo, in cui le forze governative caricarono una folla di oltre 60 mila persone riunitesi per chiedere una riforma politica e la fine della povertà. L’ex vincitore del Leone d’Oro, tuttavia, è così determinato a mostrare i meccanismi coinvolti nel discorso politico della rivolta che si ritrova con un quadro ben fatto, austero e freddo che manca di forza emotiva. Qualsiasi film che si chiude con un massacro brutale e non suscita voltastomaco e indignazione deve aver fatto qualcosa di sbagliato.

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Per molti aspetti Peterloo è reminiscente del film di Raoul Peck The Young Karl Marx [+leggi anche:
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, un altro film che tratta del pensiero rivoluzionario ispirato dall’osservazione delle ingiustizie nell’Inghilterra del Nord agli inizi del XIX secolo. Entrambi i registi si concentrano fortemente sui dibattiti in corso, le assemblee che si svolgono e nel mostrare i modi in cui le persone sono tenute sotto controllo. Le prime scene di Peterloo mostrano un proletariato vittima di ingiuste sentenze carcerarie e una sbagliata e mal concepita nomina governativa del generale Byng, eroe della Battaglia di Waterloo, affinché reprima i disordini nel Nord Inghilterra. Byng non sa nemmeno su quale lato del Penny è raffigurato, e in questo modo Leigh allude al fatto che Londra non si preoccupa di ciò che accade nel Nord.

Nel rappresentare la vita nel Lancashire, Leigh segue la famiglia di un suonatore di tromba dell’esercito che torna da Waterloo da uomo completamente diverso rispetto a prima e che a casa ritrova una montagna di problemi. La tassa sul pane è stata fissata e quelli che lo circondano tentano in vari modi di guadagnarsi da vivere, ma la povertà aumenta. I dettagli e i costumi dell’epoca trasportano indietro nel tempo, però i personaggi non sono ritratti così bene.  

Quando nella scena irrompe una donna senzatetto con una canzone risulta eccessivamente teatrale e inutilmente manipolatorio: è il primo segno che Peterloo sarà un film problematico. I personaggi e la divisione tra il bene e il male sul filo delle classi avrebbe avuto maggior forza se Leigh avesse iniettato un po’ più di ambiguità nei personaggi e avesse mostrato le divisioni all’interno di ogni classe in maniera più efficace. Tuttavia, lo schema e la struttura del film non consentono troppe sfumature poiché Leigh detta la storia come fosse una lezione piuttosto che agevolare un pensiero libero, cosa che sembra in contrasto con il desiderio di libertà di voto per ogni uomo del personaggio preferito del regista.

Peterloo è stato prodotto da Amazon Studios, Thin Man Films e Cornerstone Films, ed è stato sviluppato con il sostegno di Film4. Cornerstone si occupa delle sue vendite internazionali.  

(Tradotto dall'inglese da Gilda Dina)

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