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VENEZIA 2018 Settimana Internazionale della Critica

Recensione: Still Recording

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- VENEZIA 2018: Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub usano la guerra civile siriana per mostrare l'importanza di fare film come prova documentaria

Recensione: Still Recording

Un cielo blu notte campeggia sopra la bruma arancione di un sole che sorge e la sagoma di una montagna all'orizzonte. Alcune luci sono accese in primo piano e quello che sembra il fumo di un incendio si erge nell'aria. L’inquadratura sembra un dipinto. È il Ghouta orientale, la mattina del 21 agosto 2013, e questa immagine sta per mostrarci l’orrore puro. Quando arriva la luce del giorno, svela una città di edifici senza vita. A metà del film, siamo abituati a vedere le carcasse degli edifici e siamo quasi immuni da quell'orrore. Ma poi la videocamera inquadra in primo piano il guscio di un missile lanciato dal cielo quella mattina. Tutto è morto intorno: almeno 1.500 persone, le capre e persino l'erba. Le armi chimiche sono state utilizzate nel più grande massacro della guerra civile siriana fino a quel momento. Saeed è così sconvolto che non riesce a prendere la sua videocamera per 24 ore e scrive al suo amico per chiedere "Perché?". Saeed è uno degli otto videografi le cui 450 ore di filmati sono state montate per creare Still Recording, un documento sul lavoro dei documentaristi in azione durante la guerra civile siriana. Girato tra il 2011 e il 2015, il film di Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub ha vinto il Premio del Pubblico e il Premio FIPRESCI alla 33ma Settimana Internazionale della Critica di Venezia.

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L'importanza e le modalità per tenere un registro degli eventi è la lezione che viene impartita all'ufficio stampa del comitato di coordinamento della città di Douma, dove Saeed sta dicendo ai suoi studenti la sua frase preferita: "L'immagine è l'ultima linea di difesa contro il tempo". In modo piuttosto ironico, lo abbiamo appena visto tessere le lodi della macchina hollywoodiana, che finanzia film con la stessa quantità di denaro che potrebbe essere utilizzato per costruire 15 ospedali e 16 scuole. È ironico perché elogia il valore artistico di Underworld, con protagonista Kate Beckinsale, mostrando l'uso dello spazio vuoto, di immagini grandangolari e mostri. E il film, di colpo, acquista importanza.

Quello che segue è l’orrore della vita reale, immagini catturate da una guerra civile in cui molti di coloro che brandivano una videocamera sono morti. Quattordici documentaristi morti sono nominati nei titoli di coda di Still Recording. Il film è un'ode al lavoro di queste persone tanto quanto un documento su ciò che sta accadendo. Spesso, è difficile sapere cosa sta succedendo, dato che un giorno di distruzione sembra molto simile a un altro. Di conseguenza, non è la guerra che crea i momenti più potenti, bensì quando vediamo la resilienza quotidiana delle persone, come gli uomini che usano il mangime degli animali per fare il "pane".

Still Recording è una coproduzione franco-siriana-libanese-qatariana-francese, guidata da Bidayyat for Audiovisual Arts and Rousl Group, in coproduzione con Films de Force Majeure e Blinker Filmproduktion.

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(Tradotto dall'inglese)

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