email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

TORONTO 2018 Galas

Recensione: Widows

di 

- TORONTO 2018: Steve McQueen offre un elegante film d'evasione del venerdì sera con alcune imperfezioni, proiettato come Gala Presentation

Recensione: Widows
Cynthia Erivo e Michelle Rodriguez in Widows

Cosa fai quando sei un artista vincitore del premio Turner il cui film precedente, 12 anni schiavo [+leggi anche:
trailer
making of
scheda film
]
, si è portato a casa l'Oscar per il miglior film? Se sei Steve McQueen, la risposta è fare un film d’evasione del venerdì sera con inganni, rapine e violenza. In Widows [+leggi anche:
trailer
intervista: Steve McQueen
scheda film
]
, proiettato come Gala Presentation al Festival di Toronto, ci stanno più stelle che in cielo: inclusi nell'ensemble ci sono Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Cynthia Erivo, Daniel Kaluuya, Jacki Weaver, Robert Duvall, Liam Neeson e Colin Farrell. L’autrice di Gone Girl Gillian Flynn e lo stesso McQueen hanno adattato la sceneggiatura da una miniserie britannica in sei parti scritta da Lynda La Plante che comparve nel 1983 e fu vista ad occhi spalancati da un McQueen adolescente, dove i personaggi femminili non erano giudicati per le loro abilità, ma per il loro aspetto, un po’ come accadeva a lui nella sua scuola a Londra.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Il film è un'esperienza viscerale da vivere nel momento, con tortuosi giri di sceneggiatura. Come suggerisce il titolo, mette le donne al centro della scena. Mentre Viola Davis è il fulcro della storia – è la sua Veronica a proporre un piano per radunare le vedove di un gruppo di rapinatori uccisi dopo una rapina andata male con l’obiettivo di fare un colpo e ripagare il debito dei loro uomini – è Debicki, nei panni di una moglie e figlia abusata, che ruba la scena. Quando è sullo schermo, il film prende vita, mentre Davis è lasciata a fare il lavoro sporco in mezzo a un fitto intreccio che coinvolge politici corrotti di Chicago, due milioni di dollari e morti in famiglia. La vastità dei personaggi e della trama significa che c'è sempre qualcosa in evoluzione o che cambia inaspettatamente sullo schermo – forse troppo, dato che a volte è difficile tenere traccia di chi ha fatto cosa, a chi, e quando. Come in tanti film d'ensemble, alcuni personaggi riescono meglio di altri.

Come è diventato consueto per Spike Lee nei suoi film, McQueen coglie anche l'opportunità di fare commenti sociali sulla questione della razza e del genere in America oggi, con una morte in auto particolarmente risonante. Sebbene sia un altro fiore all'occhiello per il regista britannico che sorprende continuamente, la vivacità del racconto non riesce a nascondere alcune lungaggini che impantanano il film quando McQueen tenta di dare una chiusura soddisfacente a tutti i fili e ai personaggi che ha creato, risultando noioso. Inoltre, alcuni dei punti della trama sono insensati, e il presunto cattivo sembra ottenere la sua punizione in modo troppo frettoloso. Tuttavia, questi sono solo piccoli nei in una pellicola dalla grande vocazione commerciale.

Widows è una coproduzione britannico-americana guidata da See-Saw FilmsFilm4, Twentieth Century Fox e Regency Enterprises.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.