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SAN SEBASTIAN 2018 New Directors

Recensione: Cold November

di 

- SAN SEBASTIÁN 2018: Il primo film del regista kosovaro Ismet Sijarina è la storia commovente di un uomo che sacrifica tutto per la sua famiglia

Recensione: Cold November
Adriana Matoshi e Kushtrim Hoxha in Cold November

E’ il 1992, a Priština. La Jugoslavia sta andando a pezzi, mentre la guerra infuria in Croazia e minaccia di diffondersi in Bosnia. Il dittatore serbo Slobodan Milošević sta rafforzando la sua stretta sull'autonomia del Kosovo, gli albanesi perdono il lavoro e l'accesso all'istruzione nella loro lingua, e il movimento per l'indipendenza guadagna slancio. La guerra vera e propria è ancora lontana, ma è tempo di schierarsi: chi è il vero patriota albanese e chi è una spia serba?

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di Ismet Sijarina, proiettato in New Directors al San Sebastián Film Festival, Fadil (Kushtrim Hoxha) ha due figli, una moglie, Hana (Adriana Matoshi, vista in The Marriage [+leggi anche:
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), ed è impiegato in una compagnia con una linea di business indefinita, dove arriva un nuovo boss, il serbo Nikola, interpretato con il suo abituale accento di Sarajevo dalla star bosniaca Emir Hadžihafizbegović – un dettaglio che il pubblico internazionale non noterà, ma che per gli spettatori della regione del film può avere un grave impatto sull'illusione cinematografica. Tutti i collaboratori albanesi di Fadil si sono dimessi, incluso il cugino Arsim (Fatim Spahiu), ma Fadil teme per il sostentamento suo e della sua famiglia, e decide di mantenere il posto di lavoro.

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Questa scelta gli vale il soprannome di "traditore serbo" e l’ostracismo della comunità albanese. Il figlio adolescente di Fadil diventa vittima di bullismo a scuola e sua moglie perde il lavoro di badante al figlio mentalmente disabile di un amico, decidendo la famiglia di trasferirsi a Zagabria. Il peggio della guerra in Croazia è passato, ora è la Bosnia a essere in fiamme, e il figlio del collaboratore serbo di Fadil viene arruolato e inviato a combattere lì.

Ogni giorno, durante i notiziari serbi della sera, gli albanesi provocano un tumulto in segno di protesta contro la spudorata propaganda, battendo su pentole e tubi di radiatori... Finché uno dei vicini serbi esce sul suo balcone e spara con una pistola. Scatta il coprifuoco. Priština è immersa in una costante atmosfera di paura e Fadil sta esaurendo i modi per sfamare la sua famiglia e mantenere la sua dignità.

Il film, girato in modo esperto e in forma accademica da Sevdije Kastrati (The Marriage), evoca una forte sensazione di claustrofobia e disperazione. Un paio di scene in cui vediamo il volto disperato di Fadil in primo piano aiutano lo spettatore a relazionarsi efficacemente con la sua situazione, in particolare grazie alla performance potente e sfumata di Hoxha.

Le scenografie e i dettagli del periodo sono impeccabili, con abiti color grigio e appartamenti e uffici della classe media in stile anni '80. La musica (composta da Petrit Çergaxhiu) ha un ruolo chiave, e "Cold November" è in realtà una canzone che Fadil ha scritto lui stesso e che ogni tanto suona con la chitarra acustica. In una delle tante ispirate scelte di montaggio del macedone Vladimir Pavlovski, durante una scena emotiva con Fadil e Hana, si passa dall'acustica a un arrangiamento quasi hardcore mentre lo scenario si sposta dalla loro camera al treno su cui viaggiano verso Belgrado, dove lei deve farsi controllare una protuberanza al seno.

Ma a dispetto della sua forte carica emotiva, l'atteggiamento politico del film sembra parziale. Sijarina si preoccupa di mostrare che anche i serbi sono vittime delle politiche di genocidio di Milošević, ma la malvagità di Nikola, il personaggio serbo più importante del film, sfiora il livello dei cattivi della Disney. Ciò non pregiudica il messaggio universale del film su un uomo buono senza altra scelta che sacrificare tutto per la sua famiglia, ma lascia un gusto amaro – anche se, di fatto, la situazione era molto vicina a ciò che il film descrive.

Cold November è una coproduzione delle kosovare Buka e Thumbs Up, l’albanese AlbaSky e la macedone Audiohouse. Le vendite internazionali sono guidate dalla spagnola Barton Films

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(Tradotto dall'inglese)

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