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GINEVRA 2018

Il Geneva International Film Festival annuncia la sua succulenta programmazione

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- Per la sua 24esima edizione (2-10 novembre) il GIFF resta fedele a se stesso proponendo una programmazione audace che esce dai sentieri battuti

Il Geneva International Film Festival annuncia la sua succulenta programmazione
La Dernière Folie de Claire Darling di Julie Bertuccelli

Il 24mo Geneva International Film Festival (GIFF) (2-10 novembre) offrirà al pubblico un totale di ben 164 opere in prima svizzera, europea, internazionale o mondiale, delle quali 34 saranno dei progetti immersivi. Il tutto arricchito dalla presenza di 250 invitati internazionali tra i quali il regista inglese Peter Greenaway, laureato del Prix Film & Beyond che premia dal 2014 personalità del cinema che hanno saputo esplorare altre pratiche artistiche spingendosi oltre il mezzo filmico. È previsto un incontro con il regista nonché la mostra di una serie di suoi disegni e la proiezione di due suoi film emblematici: I misteri del giardino di Compton House e Lo zoo di Venere

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Il GIFF, forte quest’anno di un sostegno finanziario rinnovato della città di Ginevra, sembra voler imporre con forza il suo animo controcorrente. La programmazione internazionale (un totale di 10 opere) va in effetti verso questa direzione grazie a film forti e sorprendenti uniti/accomunati dalla voglia di mostrare una società "diversa", libera dal dettame dell’efficienza e della perfezione. 

Tra i film europei presenti quest’anno troviamo: La terra dell’abbastanza [+leggi anche:
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intervista: Damiano e Fabio D’Innocenzo
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, primo film dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, presentato alla Berlinale (Panorama), L’Heure de la sortie [+leggi anche:
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intervista: Sébastien Marnier
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, ultima opera di Sébastien Marnier che ha avuto la sua prima a Venezia (sezione Sconfini), We [+leggi anche:
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del regista olandese Rene Eller (coproduzione Olanda e Belgio), il folle e inaspettato The Real Estate [+leggi anche:
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intervista: Axel Petersén e Måns Månsson
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degli svedesi Axel Petersén e Mans Mansson e My Foolish Heart, film noir dell’olandese Rolf Van Eijk. Per quanto riguarda invece la sezione faro del festival, l’Highlight Screenings, dedicata a film di autori confermati che hanno saputo sublimare il mezzo cinematografico, troviamo le produzioni e coproduzioni europee : Un couteau dans le coeur [+leggi anche:
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intervista: Yann Gonzalez
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di Yann Gonzalez (film d’apertura del GIFF) con Vanessa Paradis, incredibile viaggio nel cuore della scena porno gay parigina degli anni 70, Vision [+leggi anche:
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, coproduzione franco giapponese di Naomi Kawase con Juliette Binoche (film di chiusura), Widows: Eredità criminale [+leggi anche:
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intervista: Steve McQueen
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, l’atteso thriller di Steve McQueen (coproduzione Regno Unito e Stati Uniti), la coproduzione polacca, russa e serba Dovlatov [+leggi anche:
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d’Alexei Guerman Jr., figura centrale del cinema russo contemporaneo, Les Filles du soleil [+leggi anche:
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intervista: Eva Husson
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d’Eva Husson, coproduzione tra Francia, Belgio. Svizzera e Georgia e il toccante Un amour impossible [+leggi anche:
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della francese Catherine Corsini, senza dimenticare la coproduzione cinese, francese e giapponese Ash Is Purest White [+leggi anche:
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di Jia Zhangke e Nuestro tiempo [+leggi anche:
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intervista: Carlos Reygadas
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di Carlos Reygadas, una coproduzione tra Messico, Francia, Germania, Danimarca e Svezia.

La sezione Rien que pour vos yeux che raggruppa i coups de cœur del GIFF (nove lungometraggi in totale) mette anche lei in avanti la ricchezza delle produzioni europee grazie a: Les Chatouilles [+leggi anche:
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, film forte e audace di Andréa Bescond e Eric Métayer (presentato a Cannes), Dévoilées del regista anglo svizzero Jacob Berger, La Dernière Folie de Claire Darling di Julie Bertuccelli, la prima mondiale del film svizzero (in coproduzione con Croazia, Irlanda e Macedonia) The Witness [+leggi anche:
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di Mitko Panov e il destabilizzante Divine Wind [+leggi anche:
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di Merzak Allouache (coproduzione tra Francia, Algeria, Qatar e Libano, presentato in prima mondiale a Toronto). 

Il GIFF metterà come ogni anno le serie tv in aventi grazie alla competizione internazionale delle serie tv, alla maratona televisiva Serial Day & Night e alla retrospettiva dedicata a tre serie tv rare mostrate nella loro integralità di registi faro quali Rainer W. Fassbinder (Otto ore non sono un giorno), Anne-Marie Miéville e Jean-Luc Godard (France/tour/détour/deux/enfants) e Andrzej Wajda (A Year Go by, as Days Go by).

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