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LONDRA 2018

Recensione: Only You

di 

- Il lungometraggio d'esordio di Harry Wootliff prende una storia d'amore convenzionale e la trasforma in un racconto sulle coppie senza figli

Recensione: Only You
Josh O’Connor e Laia Costa in Only You

In anteprima al London Film Festival, nella competizione BFI Opere prime, la produzione ambientata a Glasgow di Harry Wootliff, Only You, inizia come una storia d'amore convenzionale per poi virare su un racconto d'attualità sulla fecondazione in vitro (FIV) e sulle coppie senza figli. La cantante Elena (la Laia Costa di Victoria [+leggi anche:
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) non immagina, quando canta "Auld Lang Syne" alla festa di Capodanno della sua amica, che questo sarà davvero un nuovo inizio, poiché un incontro casuale sulla strada di casa la porta a condivisione un taxi con il DJ part-time Jake (Josh O'Connor). I due finiscono nell’appartamento di lei ad ascoltare la collezione di dischi di suo padre musicista e a discutere di "I Want You" di Elvis Costello, che Jake non considera una vera canzone d'amore. Questo è un indizio del fatto che Only You non sarà una storia convenzionale.

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È un inizio accattivante, ed è una novità rinfrescante vedere l’universitario 26enne Jake, piuttosto che la 35enne spagnola, voler fare le cose sul serio, anche se è poco credibile che il ragazzo scopra il vero “divario” di età che li separa solo nel momento in cui si trasferisce da lei.

L’atteggiamento di Elena è irritante. È un film con temi forti, un buon occhio per gli alti e bassi delle relazioni e molta attenzione ai dettagli, ma cade nella trappola delle amiche di Elena che vengono usate principalmente per scopi espositivi. Quando Jake parla di Il laureato, mette in evidenza come nel classico di Mike Nichols del 1967 la relazione sia solo una delle tante grandi linee narrative, mentre qui, ciò che si discosta dalla storia romantica centrale non riesce a suscitare molto interesse.

Quando la coppia inizia il trattamento di fecondazione in vitro, il film e il rapporto si fanno seri. Mentre Elena fa ricerche sulla fecondazione in vitro, diventa chiaro che per lei e per Jake ciò comporterà un disagio emotivo e un enorme impegno economico. È una storia frequente in giro per l'Europa, di cui si parla poco al cinema, ed è un merito di Wootliff il prendersi tanta cura nel fornire i dettagli di ciò che la FIV comporta. L'intero film poteva essere fatto su questo.

L'ultima parte della pellicola, in cui ci si chiede se la relazione sopravvivrà, vede uno spostamento di focus, dal momento che passa dall'essere concentrato su Elena al suo desiderio che Jake si realizzi. Sfortunatamente, questo atto finale soffre di una mancanza di ritmo. Nondimeno, è chiaro che Wootliff è una voce a cui prestare attenzione, soprattutto se continua a raccontare storie uniche sulla vita moderna, che finora sono rimaste nascoste sotto il tappeto.

Only You è prodotto dalle strutture britanniche Synchronicity Films e The Bureau, mentre la società francese The Bureau Sales ne supervisiona le vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)

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