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SIVIGLIA 2018

Recensione: La ciudad oculta

di 

- Lo spagnolo Víctor Moreno compete per il Giraldillo de Oro con un affascinante viaggio sensoriale, che punta sulla sinfonia urbana di suoni e immagini

Recensione: La ciudad oculta

Víctor Moreno ha acquisito una certa notorietà tre anni fa grazie al suo documentario Edificio España, nominato al Goya, che ispezionava il mitico e abbandonato grattacielo di Madrid per scoprirne le viscere, facendone allo stesso tempo un'allegoria del momento che stava attraversando il paese. Se allora il regista di Santa Cruz de Tenerife saliva ai piani alti di quel gigante dell'architettura, ora opta per la direzione opposta e per otto settimane, con una piccola squadra tecnica, è sceso nel sottosuolo della capitale spagnola per girare La ciudad oculta [+leggi anche:
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intervista: Víctor Moreno
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, documentario con cui compete nella sezione ufficiale del XV Festival del Cinema Europeo di Siviglia.

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Dalle sue prime immagini, questo film porta lo spettatore in un luogo non molto frequentato, strano, distante ma allo stesso tempo vicino: ciò che sta sotto il suolo che calpestiamo, che, attraverso la cinepresa di Moreno, diventa un abisso nero per il quale sembrano transitare esploratori spaziali alla ricerca del centro della Terra, ma che è solo il negativo o l'inconscio di quell'altro mondo luminoso nel quale camminiamo quotidianamente.

La luce e la sua assenza – insieme ai rumori e ai suoni di questi tunnel, fiumi sotterranei, gallerie, passaggi, fognature, cloache, macchinari, motori e tubi – costruiscono questo incredibile viaggio in cui lo spettatore viene assorbito in modo potente, poiché anche l’oscura sala cinematografica diventa un'estensione di ciò che viene proiettato sullo schermo.

Così come Mauro Herce trasformava una nave cargo in un posto strano, cosmico e fantastico in Dead Slow Ahead [+leggi anche:
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, Moreno – concentrando gli occhi più sulle pareti, i pavimenti e i corridoi, questa architettura talvolta travolgente di quell'altro mondo situato nel cammino verso il centro della Terra, che non conosciamo affatto ma che ci rimanda all'immaginario di Jules Verne – raggiunge sensazioni altrettanto intense riflettendo una realtà parallela e occupando finalmente gli spazi, per osservare da lì gli umani e altri animali che di tanto in tanto entrano di nascosto – incauti, ignari e impreparati – nella potente giungla di cemento, liquidi e calcestruzzo che pulsa sotto l'asfalto.

La ciudad oculta è una produzione tra Germania, Spagna e Francia delle compagnie El Viaje Films, Rinoceronte Films, Pomme Hurlante Films, Dirk Manthey Film e Kino Pravda. Il film ha ricevuto il premio Lab Project di Eurimages a Les Arcs 2016, e delle sue vendite internazionali si occupa l’agenzia francese Shellac.

(Tradotto dallo spagnolo)

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