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TORINO 2018 Industria

Rapporti familiari, futuro distopico e fiabe dark all’11° TFL Meeting Event

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- Presentati a Torino, il 23 e 24 novembre, i 30 nuovi progetti in fase più o meno avanzata di sviluppo targati TorinoFilmLab, tra cui il nuovo della spagnola Carla Simón, Alcarràs

Rapporti familiari, futuro distopico e fiabe dark all’11° TFL Meeting Event
Il regista finlandese Mikko Myllylahti presenta il suo progetto, The Woodcutter Story, all'11° TFL Meeting Event

L’Orso d’oro alla Berlinale (con Touch Me Not [+leggi anche:
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), un Grand Prix a Cannes (Diamantino [+leggi anche:
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) e il Pardo d’oro a Locarno (con A Land Imagined [+leggi anche:
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): il 2018 è stato un anno d’oro per il TorinoFilmLab, il laboratorio torinese di sviluppo e finanziamento di opere prime e seconde che, giunto alla sua 11ma edizione, continua a vedere molti dei titoli supportati da uno dei suoi programmi brillare nel gotha del cinema mondiale. Come ogni anno, mentre il Torino Film Festival dedica un’apposita finestra ai film targati TFL (tra i titoli in selezione, L’ospite [+leggi anche:
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di Sonja Prosenc), il TFL Meeting Event (23-24 novembre) è stato l’occasione per mostrare a una platea di professionisti e decision makers (300 da tutto il mondo) i nuovi progetti in fase più o meno avanzata di sviluppo, in cerca di coproduttori, finanziatori, agenti di vendita e distributori.

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“La selezione di quest’anno rispecchia un movimento generale verso l’esplorazione del genere e una riflessione sui rapporti familiari, ma anche sulle relazioni intime con il mondo virtuale”, osserva la direttrice del TFL Savina Neirotti. Il rapporto tra tecnologia ed essere umano, e la rappresentazione di un futuro distopico, con uno sguardo alla questione ambientale, sono al centro di vari titoli presentati via pitch nei due giorni del Meeting Event (20 progetti nel programma ScriptLab e 10 in FeatureLab, questi ultimi in lizza per i premi di produzione). Nel titolo britannico-cinese Success in Circuit dell’artista visuale Redmond Entwistle, un uomo e una donna si incontrano in una fabbrica di microchip in Cina, inseguendo le promesse di libertà e profitto legate alle nuove tecnologie; nel francese She Wolf di Magali Magistry (Méliès d’oro per il miglior corto fantastico europeo 2017 con Expire) si parla di biotecnologia e iperconnettività attraverso la storia di una donna che scopre di essere sorvegliata e fotografata di notte mentre dorme; il progetto finlandese The Squirrel di Markus Lehmusruusu immagina un futuro prossimo in cui gli animali sono tutti estinti (tranne uno scoiattolo), chiedendosi, con umorismo, se sia possibile essere felici senza un legame con la natura. E poi ancora, An Endless Sunday dell’italiano Alain Perroni esplora il delicato equilibrio tra vita online e offline, seguendo le vicende di tre millennials della periferia di Roma che vogliono lasciare un segno nel mondo, costi quel che costi; mentre l’insolita fiaba dark Titanic Ocean, della greca Konstantina Kotzamani, segue la vita di un gruppo di teenager che, tra social media, app e canzoni pop, condividono un sogno: diventare sirene professioniste.

Si ispira alla propria, grande famiglia la regista catalana Carla Simón (Estate 1993 [+leggi anche:
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intervista: Carla Simón
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, premiato alla Berlinale 2017) per il suo secondo film, Alcarràs, dove una dinastia di agricoltori si ritrova da un giorno all’altro senza terra e senza futuro; nascono da storie personali anche il progetto ceco The Caravan di Zuzana Kirchnerova, un road movie con protagonista una madre e suo figlio disabile, tra amore e desiderio di fuga, e Costa Brava, Lebanon di Mounia Akl (Libano, Francia, Svezia, Norvegia), dove in un futuro prossimo due sorelle affrontano la disgregazione della loro famiglia, sullo sfondo di un Libano che soffoca nella spazzatura. 

Una commedia esistenziale dark ambientata nella Finlandia contemporanea è invece The Woodcutter Story di Mikko Myllylahti (sceneggiatore di The Happiest Day in the Life of Olli Mäki [+leggi anche:
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, premio Un Certain Regard 2016), dove un taglialegna viene messo a dura prova dall’apertura di una miniera nel suo idilliaco villaggio. Tra gli altri progetti, si segnalano il gangster movie ambientato in Senegal, Life in a Spiral di Rawa Thiaw (coprodotto con Francia e Svizzera), che ribalta i cliché sulle donne africane; e il progetto di film in stop-motion franco-americano Dandelion Seed, di Ru Kuwahata e Max Porter (nominati all’Oscar del miglior corto d’animazione 2018 con Negative Space), dove un’adolescente giapponese approda in una scuola californiana nei pressi del Neverland Ranch di Michael Jackson.

“Al TFL riceviamo 800 application l’anno. Selezioniamo solo 30 progetti di fiction e una decina di serie, ci perdiamo necessariamente qualcosa”, specifica Neirotti, “per questo abbiamo creato programmi più veloci (TFL Extended) ma che vanno più in profondità, e che possono essere usati per progetti che non hanno tempo di seguire tutto il nostro percorso”. Il prossimo workshop TFL Extended, sulla serialità televisiva, si terrà a Torino dal 12 al 15 aprile 2019. 

I progetti presentati all’11° TFL Meeting Event:

ScriptLab

A Piece of Sky - Michael Koch (Svizzera/Germania)
Alcarràs - Carla Simón; co-sceneggiato da Arnau Vilaró (Spagna)
An Endless Sunday - Alain Parroni; co-sceneggiato da Giulio Pennacchi (Italia)
Dandelion Seed - Ru Kuwahata & Max Porter (Francia/Stati Uniti)
Grand Ciel - Akihiro Hata; co-sceneggiato da Jérémie Dubois (Francia)
Life in a Spiral - Rama Thiaw (Senegal/Francia/Svizzera)
Mignon - Sofia Georgovassili (Grecia/Romania)
Petrichor - Esther May Campbell (Regno Unito)
She Wolf - Magali Magistry; co-sceneggiato da Julie Peyr (Francia)
Success in Circuit - Redmond Entwistle (Regno Unito/Cina)
Thanatos - E del Mundo (Filippine/Stati Uniti)
The Accident - Bruno Carboni; co-sceneggiato da Marcela Bordin (Brasile)
The Camera - Viktor van der Valk; co-sceneggiato da Jeroen Scholten van Aschat (Paesi Bassi/Belgio)
The Caravan - Zuzana Kirchnerová; co-sceneggiato da Tomáš Bojar (Repubblica Ceca)
The Landscapes That You Seek - Juanita Onzaga (Belgio/Colombia)
The Root Crown - Katarzyna Gondek (Polonia)
The Squirrel - Markus Lehmusruusu (Finlandia)
The Succession - Martín Kalina; co-sceneggiato da Alex Cherniavsky (Argentina)
Therefore I Am - Wregas Bhanuteja; co-sceneggiato da Daud Sumolang (Indonesia)
Vesna - Sara Kern (Australia) 

FeatureLab

Blood and Water - Jianjie Lin (Cina) (opera prima)
Produttori: Yue Zheng & Yiwen Wang – First Light Films (Cina)

Costa Brava, Lebanon - Mounia Akl (Libano/Francia/Svezia/Norvegia) (opera prima)
Co-sceneggiato da Clara Roquet
Produttore: Myriam Sassine – Abbout Productions (Libano) 

Rift in the Ice - Maja Miloš (Serbia/Italia/Slovenia) (opera seconda)
Produttore: Jelena MitrovicFilm House Baš Čelik (Serbia)

Small Body - Laura Samani (Italia/Slovenia) (opera prima)
Co-sceneggiato da Elisa Dondi & Marco Borromei
Produttore: Nadia TrevisanNefertiti Film (Italia) 

The Settlers - Felipe Gálvez (Cile/Argentina/Danimarca) (opera prima)
Co-sceneggiato da Antonia Girardi
Produttore: Giancarlo Nasi – Don Quijote Films (Cile) 

The Woodcutters Story - Mikko Myllylahti (Finlandia) (opera prima)
Produttore: Emilia HaukkaAamu Film Company (Finlandia)

Three - Juanjo Giménez (Spagna/Francia) (opera seconda)
Co-sceneggiato da Pere Altimira
Produttore: Luisa RomeoFrida Films (Spagna) 

Titanic Ocean - Konstantina Kotzamani (Grecia) (opera prima)
Produttore: Maria DrandakiHomemade Films (Grecia)

You Are There - Nicole Midori Woodford (Singapore/Giappone) (opera prima)
Produttore: Jeremy Chua – Potocol (Singapore) 

Yuni - Kamila Andini (Norvegia/Malesia/Indonesia)
Co-sceneggiato da Prima Rusdi
Produttore: Ifa Isfansyah – Fourcolours Film (Indonesia)

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