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BLACK NIGHTS 2018 Concorso opere prime

Recensione: Erased

di 

- Il primo lungometraggio del regista sloveno Miha Mazzini è una dramma sulla maternità con una forte inclinazione sociale e politica, e con una performance eccellente di Judita Franković Brdar

Recensione: Erased
Judita Franković Brdar in Erased

Miha Mazzini è un affermato autore e sceneggiatore in Slovenia, ma solo ora, a 57 anni, debutta con un lungometraggio, Erased [+leggi anche:
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, che ha avuto la sua prima internazionale nel Concorso opere prime del Tallinn Black Nights. È un dramma su una neo madre che lotta con la burocrazia per mantenere il suo bambino e la sua identità.

Quando la Slovenia si è separata dalla Jugoslavia nel 1991, più di 25.000 dei suoi cittadini nati in altre repubbliche del paese in via di disintegrazione sono stati cancellati dal sistema, senza lasciare alcuna traccia nei registri governativi. La nostra protagonista, la maestra d'asilo Ana (la star croata Judita Franković Brdar, che ha ottenuto il premio come miglior attrice al Festival del cinema sloveno a Portorož), è una di loro: è nata a Kragujevac, in Serbia, e si è trasferita con i suoi genitori in Slovenia quando era una bambina.

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Il film si apre dal punto di vista di Ana, in un modo molto impressionistico: è in un taxi mentre va in ospedale per partorire sua figlia. È notte, piove a dirotto, e vediamo alcuni dettagli della sua mano sulla sua pancia o dei suoi occhi luminosi ed emozionati, mentre sentiamo parlare della guerra in Croazia alla radio.

All'accettazione del reparto maternità, ha la sua prima brutta sorpresa: l'infermiera non riesce a trovarla nel computer. Ciononostante, la ammettono e dà alla luce una bambina sana, ma non le è nemmeno permesso di entrare in contatto con lei. La figlia, essendo nata in Slovenia, diventa automaticamente una cittadina del paese, mentre la madre è ora un’aliena illegale.

Ana viene portata dall'ospedale alla stazione di polizia, dove un ispettore le spiega i problemi burocratici nei termini più semplici, e nonostante il suo aspetto aspro, è solidale con lei. Ma la legge è la legge, e Ana deve regolare il suo status legale. Quando tenta di farlo in un ufficio pubblico, l'impiegato le strappa il suo documento dalla mano e lo taglia a metà con le forbici. Ora ha perso la sua identità, sia ufficialmente che metaforicamente, e il DoP serbo Dušan Joksimović zoomma da un angolo basso del bancone dell’impiegato ai suoi occhi disorientati.

Ana non vuole rivelare l'identità del padre ma è costretta a chiedere il suo aiuto. È un grosso uomo d'affari sposato, interpretato da Sebastian Cavazza, che non sapeva nemmeno di avere un figlio. Ma almeno cerca di portare la sua storia sui media.

Erased è una storia ben scritta e semplice che trae il maggior beneficio dalla performance di Franković Brdar, al contempo completamente dedicata e finemente sfumata esattamente nei posti giusti. La fotografia di Joksimović cattura gli esterni di Lubiana piovosi e nebbiosi in un modo che rende la sensazione di isolamento di Ana più profonda, al di là dei punti strettamente narrativi. L'elaborata partitura orchestrale di Jura Ferina e Pavle Miholjević conferisce al film una portata più ampia, contribuendo a trasportare il pubblico nel luogo e nell'epoca in cui tali eventi erano possibili e realmente accaduti. Personaggi secondari introdotti con parsimonia, come i genitori di Ana e un giovane bosniaco che si trova in una situazione simile alla sua, spingono inoltre l'universalità del tema del film a un livello superiore.

Erased è una coproduzione tra la compagnia slovena Gustav Film, le croate Kinorama e Pakt Media, e la serba Delirium. La tedesca Pluto Film detiene i diritti internazionali.

(Tradotto dall'inglese)

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