email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

PRODUZIONE Francia / Italia

Selfie, un iPhone per raccontare un quartiere difficile di Napoli

di 

- Il documentario di Agostino Ferrente selezionato alla Berlinale è tutto girato in ‘video-selfie’ in un mondo in cui diventare camorrista non è una scelta ma un destino

Selfie, un iPhone per raccontare un quartiere difficile di Napoli
Alessandro Antonelli e Pietro Orlando in Selfie

Napoli, quartiere di Traiano. Inizialmente destinato agli abitanti delle baraccopoli sul lungomare di Napoli, rimasti senzatetto dal dopoguerra, ma presto diventato una specie di ghetto. Alessandro Antonelli e Pietro Orlando sono due adolescenti che si filmano con un iPhone per raccontare il loro difficile quartiere, la loro vita quotidiana, l'amicizia che li lega. E’ Selfie [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
, documentario di Agostino Ferrente che è stato selezionato in prima mondiale nella sezione Panorama della Berlinale 2019 (dal 7 al 17 febbraio). Alessandro e Pietro raccontano anche della tragedia di Davide, un amico ucciso da un carabiniere al termine di un inseguimento, quando aveva quasi sedici anni, perché era stato scambiato per un fuggiasco. È successo a Davide, ma potrebbe capitare a uno di loro. Ecco perché il regista ha dato loro il suo cellulare, chiedendo loro di filmare loro stessi.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Selfie è una coproduzione Francia-Italia di Magneto e Arte France con CDV Casa delle Visioni e Rai Cinema. La distribuzione italiana sarà a cura di Istituto Luce Cinecittà. La sceneggiatura è del regista Ferrente, che aveva firmato il premiatissimo L’orchestra di Piazza Vittorio [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
nel 2006 e codiretto con Giovanni Piperno Le cose belle [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
nel 2014. Il montaggio è di Letizia Caudullo in collaborazione con Chiara Russo, le musiche sono di Andrea Pesce.

Un film fatto interamente di sguardi”, si legge nelle note di produzione, “che ricerca il linguaggio più adeguato e mimetico per raccontare una realtà che ormai si racconta da sé sui social con i protagonisti che si ‘specchiano’ nel display dello smartphone. Un film tutto girato in ‘video-selfie’ che racconta un mondo in cui diventare camorrista non è una scelta, ma un destino che ti viene incontro non appena sei nato e Alessandro e Pietro fanno di tutto per opporsi a questo destino, difendendo il desiderio di una vita normale".

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.