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IFFR 2019 Concorso Tiger

Recensione: Nona. Si me mojan, yo los quemo

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- Selezionato nel Concorso Tiger, il terzo film di Camila José Donoso trova nella nonna della regista una musa inaspettata

Recensione: Nona. Si me mojan, yo los quemo
Josefina Ramirez in Nona. Si me mojan, yo los quemo

Sebbene ispirato a fatti reali e a sua nonna, Nona. Si me mojan, yo los quemo [+leggi anche:
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scheda film
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di Camila José Donoso è anche un’opera di finzione – cosa che fa quasi tirare un sospiro di sollievo, visto che la supponente Josefina Ramirez non è chiaramente la solita vecchia signora che regala caramelle ai bambini. In prima mondiale nel Concorso Tiger dell’International Film Festival Rotterdam, Nona segue la sua fuga nella città costiera cilena di Pichilemu, che a lei non piace nemmeno tanto, dopo aver ottenuto una meritata vendetta sul suo ex amante. In poco tempo, una serie di fuochi misteriosi risveglia la città addormentata, ma in qualche modo la piccola casa estiva di Josefina rimane sana e salva. Indenne dalle fiamme, ma non dai pettegolezzi.

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Con una storia abbastanza semplice, di quelle che richiamano il titolo rivelazione a Cannes di Lee Chang-dong Burning, José Donoso realizza un film che è davvero più di un ritratto amorevole, divertente e brutalmente onesto. Bisogna dire che Nona, affascinata dalla distruzione in corso, non si sente troppo dispiaciuta per i suoi vicini improvvisamente senzatetto. Non è chiaro che tipo di esperienze abbia portato con sé, visibilmente indurita dal regime di Pinochet e forse ancora non del tutto convinta dei cambiamenti da allora tanto annunciati. Nonostante i suoi caldi incontri con la sua nipotina – e ce ne sono molti – è sola. E, come sottolineato dai membri di Monty Python, non c'è nulla di buono in una vita solitaria ridotta a "fare il bagno, vestirsi, svestirsi e fare biancheria intima eccitante". O in questo caso, forse, qualcosa di ancora più sinistro.

Metà home video, metà creazione pure, Nona. Si me mojan, yo los quemo vede la regista cilena che cerca di trovare un modo per avvicinarsi alla persona che ama – vicino abbastanza da stabilire un legame, pur rimanendo pienamente consapevole dei suoi difetti. Non c'è da stupirsi, Nona è un vero tornado: balla nel buio come se niente fosse e non dimentica mai di tingersi i capelli, respingendo immediatamente al mittente ogni commento sulla sua età. È impossibile descriverla, dura e tuttavia capace di provare un senso di colpa quando guarda un paio di vecchi pigiami, ora ridotti a un triste straccio che usa per pulire le scarpe prima di entrare in casa. Il film lo rispecchia bene, passando da un formato all'altro, sia esso un video sgranato o un'immagine digitale nitida come il cappotto rosso della protagonista, e stabilendo realtà diverse, ognuna delle quali è importante quanto le altre. E qual è la verità su Nona e le sue attività notturne? Potremmo non saperlo mai.

Nona. Si me mojan, yo los quemo è scritto da Camila José Donoso. Il film è prodotto da Rocío Romero, Camila José Donoso, Tatiana Leite e Alexa Rivero, delle cilene Mimbre Producciones e Transparaíso Films, la brasiliana Bubbles Project e la società francese Altamar Films. Le vendite sono curate da Transparaíso Films.

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(Tradotto dall'inglese)

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