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BERLINO 2019 Panorama

Recensione: Tremors

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- BERLINO 2019: Jayro Bustamante torna alla Berlinale con questa rappresentazione convincente di cosa significhi essere un gay nella società guatemalteca altamente religiosa

Recensione: Tremors
Juan Pablo Olyslager (al centro) in Tremors

Il filmmaker guatemalteco Jayro Bustamante torna alla Berlinale (7-17 febbraio) quattro anni dopo avervi vinto il Premio Alfred Bauer per Ixcanul Volcano [+leggi anche:
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. Stavolta, il suo Tremors [+leggi anche:
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è proiettato nella sezione Panorama, ed è una rappresentazione convincente, commovente e, in certi punti, esasperante di ciò che significa essere un gay in una società dominata da una versione molto tradizionale della religione cristiana.

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Quando il quarantenne Pablo (Juan Pablo Olyslager) guida verso la sua villa di famiglia fuori Città del Guatemala in una notte di pioggia, tutti i suoi familiari hanno già scoperto che è omosessuale. La madre autoritaria e il padre debole, la sorella minore di buone intenzioni e suo marito giudicante, il fratello maggiore, la moglie devastata di Pablo, e persino la domestica indigena dal cuore gentile Rosa, che ha protetto i suoi due bambini nascondendoli, tutti lo attendono in un'atmosfera simile a quella che potresti trovare dopo una morte in famiglia. In realtà, per questo ricco clan di evangelisti ipocriti, sarebbe probabilmente più facile se Pablo fosse morto.

E' in quel momento che si verifica il primo scossone, con la casa che trema per un terremoto di bassa intensità in una metafora che forse non è delle più sottili, ma che è sicuramente appropriata. La famiglia, scossa nelle sue stesse fondamenta, dà un ultimatum a Pablo: o si iscrive alla "rehab gay" in chiesa, o sarà bandito per sempre dalla sua famiglia, e in particolare dai suoi figli. Nella società fortemente cristiana guatemalteca, l'omosessualità è considerata solo un passo indietro rispetto alla pedofilia.

Ma all'inizio Pablo si sente liberato – "Imbarazzato, ma in qualche modo bene", come dice al suo amante Francisco (Mauricio Armas Zebadúa), un uomo di un diverso strato sociale. Francisco fa parte di una sottocultura liberale, interessata alle arti, alla giustizia sociale e alle feste. Pablo si trasferisce con lui nel suo piccolo e modesto appartamento, ma presto si rende conto che non si sente completamente a suo agio neanche lì. Ora potrebbe vivere con la persona che ama, ma si sente come un emarginato e sente terribilmente la mancanza dei suoi figli.

Infine, nel tentativo di riunire i due mondi apparentemente inconciliabili, accetta il boot camp "curativo" organizzato dalla chiesa evangelica. "Dio odia il peccato, ma ama il peccatore", dice la moglie del pastore (Sabrina de la Hoz), che guida in modo efficace la chiesa al posto del suo non entusiasta marito, e conduce il programma di cura con l'aria di una guardia carceraria femminile. Invece di spoilerare l'ultimo atto del film e il suo epilogo, vi offriremo solo un frammento di ciò che questo "processo di guarigione" include: la lotta in stile greco-romano, per dire.

Questo è uno dei dettagli semplici e persuasivi che Bustamante utilizza per darci un'idea chiara dell'ambiente in cui Pablo tenta di adattarsi. E quanto al merito artistico del film, esso si basa principalmente sulla performance straordinariamente sottile di Olyslager – anche se minuscoli, i cambiamenti nella sua postura e nelle espressioni facciali dopo che lascia la sua casa sono inequivocabili. Il merito va anche al DoP Luis Armando Arteaga, la cui competenza è particolarmente evidente nelle inquadrature precise ed eleganti e nell'uso creativo dell'illuminazione – ad esempio, nel contrasto tra l'oscurità della sfarzosa villa di Pablo e la tenera luce del mattino che bagna i corpi di Pablo e Francisco sul letto nel piccolo appartamento.

Tremors è una coproduzione tra la guatemalteca La Casa de Producción, le francesi Tu Vas Voir, Memento Films Production e ARTE France Cinéma, e la lussemburghese Iris Productions. La spagnola Film Factory Entertainment gestisce le vendite internazionali.

(Tradotto dall'inglese)

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