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BERLINO 2019 Concorso

Recensione: The Ground beneath My Feet

di 

- BERLINO 2019: Nel suo nuovo lungometraggio, la cineasta austriaca Marie Kreutzer presenta un ritratto sobrio di donne catturate in un modello sociale moderno e competitivo

Recensione: The Ground beneath My Feet
Valerie Pachner e Pia Hierzegger in The Ground beneath My Feet

Il concorso della 69ma Berlinale (7-17 febbraio) fa spazio a una forte presenza femminile con il dramma sociale di Marie Kreutzer The Ground beneath My Feet [+leggi anche:
trailer
intervista: Marie Kreutzer
scheda film
]
, che narra una storia molto personale di dolore. Il film è il ritratto di Lola (Valerie Pachner), una donna giovane e ambiziosa che lavora molte ore al giorno come consulente aziendale di alto livello. Trascorre poco tempo nel suo appartamento a Vienna, dato che viaggia spesso e passa in hotel la maggior parte del tempo. La sua routine di lavoro ruota intorno alle statistiche e ai clienti adulatori, di solito uomini, ai quali presenta la facciata perfetta. La sua unica relazione intima sembra essere quella con la sua capa, Elise (Mavie Hörbiger), un'altra donna d'affari apparentemente impeccabile, attraente e dinamica.

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Una mattina, quando Lola riceve una telefonata da una clinica psichiatrica di Vienna, dalla quale apprende che sua sorella maggiore è stata ricoverata in ospedale, il terreno sotto i suoi piedi inizia letteralmente a tremare. Ma mentre la storia si svolge, lo spettatore si rende conto che un evento apparentemente più insignificante del passato potrebbe averla portata a questo punto, poiché l'intera struttura psicologica di Lola è costruita su un terreno molto instabile. La sua più grande paura è che la malattia mentale di sua sorella Conny (Pia Hierzegger) sia ereditabile e possa quindi interessare anche lei. Ed è ancora più terrorizzata dalla possibilità che gli altri possano giudicarla per questo e vederlo come una sorta di difetto.

Kreutzer affronta vari temi importanti, come la malattia mentale e il suo status nella società, così come il diritto delle donne a perseguire la propria carriera con la stessa imprudenza degli uomini – e il senso di isolamento che può derivarne. Il personaggio di Lola, interpretato in modo convincente dall'attrice tedesca Valerie Pachner, è in grado di trasmettere emozioni forti in modo discreto, irradiando sia severità che vulnerabilità. Il film si basa sulla sua performance, che è senza dubbio la sua più grande forza. La cinepresa statica sottolinea l'ambiente sterile in cui vive Lola; vediamo il suo appartamento, che manca di oggetti personali ed è dominato da pareti spoglie e bianche; gli uffici, che funzionano solo come luoghi di lavoro temporanei con alcuni elementi essenziali di cancelleria; le stanze d'albergo; e, infine, la clinica dove visita sua sorella. In The Ground beneath My Feet, Kreutzer opta per un'estetica sobria, che stabilisce una distanza considerevole tra i protagonisti e il pubblico.

La relazione tra le sorelle, la loro codipendenza e il desiderio, ma incapacità, di Lola di salvare sua sorella costituiscono le parti più forti del film, anche se sarebbe stata preferibile una visione più profonda di questi temi. Oltre a ciò, il film manca di una visione più concisa e, di conseguenza, The Ground beneath My Feet sembra sovraccarico e ingombrante. Anche l'omosessualità femminile e le molestie sessuali, due temi molto importanti, sono pigramente tirati in ballo, perdendo l’occasione di essere parte di un dibattito rilevante. C'è un tentativo incerto di iniettare un pizzico di ironia nella trama riguardo alla clinica e ai suoi pazienti, ma anche questa è un'occasione mancata, poiché non viene seguita. Ma, nel complesso, questo è un tentativo rispettabile di tracciare il destino di un personaggio che è chiaramente perso – una storia che sarà sicuramente riconoscibile per molte persone.

The Ground beneath My Feet, una produzione Novotny & Novotny Filmproduktion in coproduzione con ORF Film/Fernseh-Abkommen, viene venduto all'estero da Picture Tree International.

(Tradotto dall'inglese)

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