email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

BERLINO 2019 Concorso

Recensione: Mr. Jones

di 

- BERLINO 2019: Agnieszka Holland presenta un bel film che collega Orwell con la storia molto forte dell’unico giornalista che denunciò la débâcle del regime stalinista, contro tutto e tutti

Recensione: Mr. Jones
James Norton in Mr. Jones

Si sa poco della storia del gallese Gareth Jones, giovane consigliere in politica estera di Lloyd George che per primo riuscì a intervistare Adolf Hitler a bordo di un aereo e poi, nell'inverno del 1933, avviò un'inchiesta in Unione Sovietica che lo portò, contro ogni tentativo di metterlo a tacere o di smentire le sue affermazioni, ad essere l'unico a parlare sui giornali dell'Holodomor, la terribile carestia che decimò milioni di ucraini – una prova tanto clamorosa quanto fatale che il modello di sistema incarnato da Stalin, e tanto elogiato a colpi di propaganda e censura, sul suolo nazionale come nel mondo, fu un crudele naufragio.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)
LIM Internal

E’ questa la storia che racconta Agnieszka Holland in Mr. Jones [+leggi anche:
trailer
intervista: Agnieszka Holland
scheda film
]
, in concorso al 69° Festival di Berlino, due anni dopo che la regista polacca vi ha vinto l'Orso d'argento - Premio Alfred Bauer con Spoor [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Agnieszka Holland
intervista: Zofia Wichlacz
scheda film
]
. Lo fa supponendo che il gesto coraggioso di Jones abbia ispirato La fattoria degli animali a George Orwell (Joseph Mawle), che funge da filo rosso per la sceneggiatura di Andrea Chalupa mentre al suo tavolo scrive il famoso romanzo la cui prefazione originale criticava apertamente l'autocensura esercitata dalla stampa britannica sull'”alleato” sovietico. A incarnare la "nemesi" di Jones (James Norton) è Walter Duranty (Peter Sarsgaard), inviato del New York Times a Mosca, al soldo di Stalin, un personaggio piuttosto attuale in quanto rappresenta la vigliaccheria e la corruzione dei media così come il potere della disinformazione.

Dopo un prologo nel Regno Unito in cui vediamo la negazione del governo di fronte agli avvertimenti premonitori di Jones su Hitler e un lungo viaggio in treno per Mosca, concentrato in un’unica tonante sfilata di binari ferroviari magistralmente sonorizzati (che riproduce il folle viaggio lungo la rete telefonica che abbiamo fatto in precedenza per ascoltare delle conversazioni intercettate), siamo proiettati nell'universo, sapientemente circoscritto dalle autorità sovietiche, dei giornalisti stranieri. È un mondo di ostentazione, feste, lussuria e giganteschi banchetti che rappresenta l'unica immagine dell'URSS che i giornalisti sono autorizzati a vedere e a descrivere nei loro articoli.

A questa opulenza e trambusto si contrappone la terribile miseria e il silenzio della morte (e il suo stesso soffio) che Gareth Jones scopre nella seconda parte del film, in cui la sua pelle levigata e il suo bell'aspetto lasceranno il posto a un volto screpolato e grigio. Infatti, quando lascia il lusso che gli si vuole mostrare per gettarsi nel gelo dell'inverno ucraino, affonderà, a rischio della propria vita, in un paese vuoto che è la quintessenza della morte, dove i cadaveri blu degli affamati e dei morti di freddo sono ammucchiati su spaventosi carri funebri (persino un bambino finisce nel mucchio con la sua defunta madre, essendo quasi morto) e dove Jones vede regolarmente ammassarsi intorno a lui i volti bluastri ed emaciati di gente pronta a divorare i propri genitori defunti, volti che continueranno a perseguitarlo nella parte finale del film, quando Jones torna oltremanica e sente il dovere morale di diffondere una parola che si vuole soffocare, ma il cui soffio resta e accompagna la fine del film, ancora una volta con un bellissimo lavoro sul suono.

Il film è tecnicamente impeccabile, anche se un po’ classico e non senza qualche lungaggine, ma la storia che racconta è così forte e l'indignazione che deriva dalla discesa di Jones nell'orrore – un processo descritto da Holland come un passaggio attraverso i vari cerchi dell'Inferno – è così soffocante che sarà difficile dimenticare, anche per noi, ciò che abbiamo visto in Ucraina.

Mr. Jones è una coproduzione tra Film Produkcja (Polonia), Crab Apple (Regno Unito) e Kinorob (Ucraina). Le vendite internazionali del film sono affidate alla compagnia londinese WestEnd.

(Tradotto dal francese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.