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BERLINO 2019 Panorama

Recensione: Breve historia del planeta verde

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- BERLINO 2019: Santiago Loza presenta il suo nuovo, pazzo film nella sezione Panorama. Un'opera in qualche modo amabile, ma che sarebbe stata più adatta per il programma Corti

Recensione: Breve historia del planeta verde
Romina Escobar in Breve historia del planeta verde

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pensate che Santiago Loza – che torna al Panorama della Berlinale dopo aver presentato La Paz al Forum nel 2013 e Malambo, the Good Man in Panorama nel 2018 – abbia fatto un film a tema ambientale, siete giustificati. Ma in realtà, è un titolo impreciso, se non fuorviante. I protagonisti del film sono "un po' strani": sono un genere umano a parte, che li rende più forti e più vulnerabili allo stesso tempo.

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Tania, Daniela e Pedro sono amici fin dall'infanzia; quando erano piccoli, sono stati bullizzati da altri ragazzini, ma quell'esperienza li ha aiutati a formare un legame forte e duraturo. Sono un trio imbattibile che continua ad affrontare le sfide della vita diversi anni dopo. Quando la nonna di Tania muore, la banda si dirige verso la loro città natale per porgere i loro omaggi, affrontare i meschini compaesani e scoprire il segreto della vecchia signora. Non è una storia d'amore tenuta nascosta per anni, o un parente perduto da tempo: è una creatura di un altro mondo, letteralmente. E così gli "alieni umani" aggiungono il vero e proprio alieno (che per lo più sembra giacere in una specie di coma, come la Bella Addormentata) al loro gruppo e continuano il loro viaggio insieme.

Nonostante la trama si svolga organicamente – almeno nella prima metà del film – e i suoi personaggi siano innegabilmente adorabili, Brief Story from the Green Planet ti dà l'impressione di essere un cortometraggio troppo esteso. L'idea funziona molto bene, non importa quanto strana possa sembrare la parte E.T., e non c'è traccia di fantascienza a buon mercato e fai-da-te. Tuttavia, nella seconda parte del film, il tempo si ferma e le scene eccessivamente lunghe suggeriscono che i produttori non avevano idea di come progredire con la storia o i personaggi. E si insinua anche un po’ di melodramma.

A parte il curioso extraterrestre, il personaggio più accattivante e intrigante è Tania (interpretata da Romina Escobar), che merita francamente un film tutto suo – in questa vita o nella prossima, come direbbe un certo gladiatore romano.

Breve historia del planeta verde è frutto dello sforzo congiunto di Argentina, Germania, Brasile e Spagna. Constanza Sanz Palacios ha prodotto il film con la sua società di base a Buenos Aires, Constanza Sanz Palacios Films. Paulo de Carvalho, Gudula Meinzolt, Luana Melgaço, David Matamoros e Angeles Hernandez sono accreditati come coproduttori, tramite le compagnie Anavilhana Filmes (Brasile), Zentropa International Spain e Autentika Films (Germania).

(Tradotto dall'inglese)

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